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04/09/2004


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La storia della Provincia di Rieti
Panoramica

Il paesaggio della provincia di Rieti è estremamente variegato e mutevole.

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Ad occidente una prima fascia collinare, normalmente definita Sabina tiberina, delimitata dal Tevere, nello stesso tempo importante barriera e fondamentale tramite, e dalla catena dei monti Sabini, è seguita, risalendo verso oriente, da un paesaggio che diviene man a mano più aspro e montuoso, mentre il clima tende ad una maggior rigidità.

La catena appenninica, poi, coperta da un ancor fitto mantello vegetazionale, è intercalata dalle vallate del Velino, del Salto e del Turano, spesso chiuse da anguste e suggestive gole, mentre a quote diverse si aprono alcuni bacini intermontani, il più ampio ed importante dei quali, la conca reatina, era, per la gran parte, ricoperta in antico da un vasto lago, il così detto lacus Velinus, la cui estensione tendeva a variare in sincronia con le oscillazioni climatiche, influendo in modo non secondario sulla dinamica del popolamento e sulle strutture economiche della zona.

I confini della provincia di Rieti, intesa come area politicamente e culturalmente omogenea, sono estremamente labili e ben complessi da delimitare, anche perché il concetto stesso di confine, in mancanza di precise e marcate discriminanti geografiche, tettoniche o idrografiche, in grado di costituire una barriera difficilmente valicabile, finisce per dissolversi in segni carichi di significati fortemente differenziati sul piano semiotico, spesso contrastanti e profondamente mutevoli nel tempo.

L'attuale provincia di Rieti comprende soltanto in parte il territorio abitato in antico dai sabini, la cui delimitazione spaziale, ancorché approssimata, è stata più volte descritta da geografi e storici della tarda repubblica e della prima età imperiale.

Mancano, per ricomporre questo mosaico antico, alcuni frammenti di maggior o minor dimensione, compresi oggi in altre regioni, Umbria ed Abruzzi, ed in altre province, Roma.

Aggregati sono invece il Cicolano, abitato per buona parte del primo millennio a.C. dagli equi, anch'essi un popolo italico, ma politicamente, socialmente e culturalmente differenziato dai Sabini, e l'alta valle del Tronto, area d'influenza picente.

Ovviamente in questo quadro sommario dell'evoluzione del popolamento e dei principali accadimenti storici della provincia di Rieti, resteranno nella penombra i periodi più antichi.

Dalle prime fasi di occupazione del territorio che risalgono al paleolitico inferiore, medio e superiore, ben evidenziate lungo i terrazzi alluvionali della valle del Tevere da Magliano a Fara Sabina ed anche nella aree più interne.

Da un punto di vista archeologico, le più importanti conoscenze sulla protostoria sabina riguardano la conca reatina, costellata da una serie di insediamenti disposti quasi ai margini della linea di costa dell'antico lacus Velinus, il cui arco cronologico si estende dagli inizi della media età del bronzo fino alla prima età del ferro, ed anche dai ripostigli di Piediluco - Contigliano, sigillati nel IX secolo, ma contenenti bronzi anteriori di 2-3 secoli, tra i quali alcuni di origine cipriota e, in misura minore, egea.

Diversa la configurazione lungo la valle del Tevere, nella quale gli insediamenti dell'età del bronzo, dall'antica alla recente, si susseguono lungo i terrazzi alluvionali degli affluenti di sinistra del Tevere fin sui monti Sabini, mentre nell'età del bronzo finale mutano a fondo le strategie e nascono gli insediamenti su altura di Monte San Martino di Fara Sabina e di Monte Calvo di Scandriglia, che preludono al passaggio alla prima età del ferro.

I Sabini