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Caratteri:
Anno di istituzione: 1991
Legge istitutiva:
Legge Statale n. 394/91 "Legge quadro sulle aree protette"
Superficie totale:
Ha 206925 Superficie Laziale (tutta compresa nella Provincia di Rieti: Ha 87500)
Finalità istitutive:
Il parco è stato istituito per la conservazione di specie animali e vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotipi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici e di equilibri ecologici.
Il vastissimo parco occupa terreni appartenenti in varia misura alle Regioni Lazio, Marche ed Abruzzo.
La sua origine si trova nel corpo della legge quadro sulle aree protette, normativa fondamentale che finalmente ha gettato le solide basi per una razionale ed organica protezione ambientale in Italia.
In tutta l'area, mancandovi od essendovi presenti in minima misura tutte le cosiddette opere di valorizzazione ambientale ovvero di selvaggio sfruttamento turistico, l'ambiente è rimasto nella sua quasi totalità ben conservato.
Vi sono zone che non vedono la presenza umana da tempo immemorabile, cosa che ha permesso lo svilupparsi di una rigogliosa vegetazione e la vita di una fauna di primario valore.
L'Ambiente Teramano è più dolce, mentre quello Marchigiano e quello Laziale sono più aspri.
Qui limiteremo, per le finalità del presente lavoro, la trattazione alla sola zona laziale compresa in un poligono avente i vertici in loc. Grisciano - loc. Colle - Macera della Morte - Monte Gorzano - Monte Cardito - Fonte Ciarello - loc. Roccapassa - loc. Cittareale - Monte Oro - Monte Utero e ricadente completamente in Provincia di Rieti.
Il gruppo montuoso, sul quale spicca il M. Gorzano (m. 2458) risultando il monte più alto del Lazio, è costituito essenzialmente da rocce arenarie ascrivibili al Pliocene. Le arenarie sono costituite da minuscoli granelli di sabbia depositati e cementati attraverso il tempo. Tali rocce di origine sedimentaria si presentano in strati di spessore variabile, anche di diversi metri.
La natura arenacea dei terreni permette lo sviluppo rigoglioso di specie silicicole. Il cerro (Quercus cerris) è poi particolarmente esteso fino a oltre 1.000 metri per poi essere sostituito dai faggi. Ben presenti e particolarmente visibili per contrasto di colore durante il periodo invernale, sono le estese pinete di Pino Nero frutto dell'aiuto dell'uomo alla natura.
Le faggete si spingono fino ai 1.800 metri di altezza cedendo poi alle praterie molto estese e appariscenti che rivestono le zone cacuminali.
Su questi pascoli ricchi di specie erbacee è ospitata ancora un’attività pastorale che costituisce talora l’unica attività antropica a quelle altezze.
La parte Reatina e Teramana del parco è particolarmente ricca di acque che formano numerose cascate.
Numerosi i bacini lacustri. Tra quelli artificiali, risalenti agli anni 30 citeremo il bacino dello Scandarello (Prov. Di Rieti) e il vastissimo lago di Campotosto situato a quota 1313 mt.
Frequenti e di altissimo valore naturalistico-ambientale sono alcuni laghetti naturali come il lago Secco (quota 1548) e il lago della Selva (quota 1496) situati nel versante reatino del Pizzo di Sevo.
Flora:
Ai piccoli campi e agli ampi pascoli si alternano vastissime aree boscate in preponderanza costituite da cerro. In gruppi sporadici sono presenti i pioppi, maggiociondoli, aceri, tassi e frassini. Alle quote più elevate, oltre al pino nero riunito in formazione di origine artificiale, è presente il faggio governato a ceduo. Oltre le faggete iniziano le formazioni erbacee punteggiate dalle fioriture delle sassifraghe, viole, genziane e orchidee.
Fauna:
Gli ambienti poco frequentati dall'uomo hanno permesso la conservazione e la vita di una fauna ancora oggi particolarmente ricca. Non è raro l'avvistamento del lupo, solitario predatore di queste montagne. Ma sono frequenti altri predatori quali volpi, fame, donnole, martore, puzzole.
Particolarmente numerosi sono i cinghiali, le lepri e i tassi. Nei torrenti dalle acque limpide è stata segnalata anche la lontra. La fauna arboricola comprende ghiri, scoiattoli, moscardini e arvicole.
Avifauna:
Varia è la presenza di rapaci.
Fra quelli notturni si segnala il gufo, l'allocco, il barbagianni, la civetta. Fra i diurni l'astore e la poiana.
Anche l'aquila è stata più volte avvistata.
Fra gli altri uccelli si ricorda la coturnice, il cuculo, il picchio.
Fra gli ofidi particolarmente importante è la vipera dell'Orsini, la meno pericolosa per l'uomo. E' un rettile di lunghezza compresa fra i 40 e i 50 cm. la cui diffusione è limitata a poche zone dell'Italia centrale.
Centri abitati e vie di accesso:
La zona laziale del Parco è principalmente accessibile dalla Via Salaria (S.S.4) antica via consolare da Roma a Porto d'Ascoli.
Il centro più importante è la Città dell'Amatrice, molto nota per le sue specialità culinarie. Ospita interessanti monumenti (Chiesa e portico Comunale).
Molto noto è anche Accumoli, centro abitato arroccato su un colle dirimpetto ad Amatrice.
Vi sono inoltre una moltitudine di centri abitati molto caratteristici e ben conservati (la sola Amatrice conta alcune decine di frazioni). La ricettività alberghiera è assicurata anche nei piccoli centri tramite alberghetti o camere presso i privati.
Passeggiate ed escursioni:
Un intreccio di carrozzabili, carrarecce, piste forestali, mulattiere e sentieri forma un reticolo fitto utilizzabile per escursioni e trekking.
A titolo di esempio si citano i seguenti itinerari:
- Via Salaria - Spelonga - Colle - Macera della Morte (q. 2073 mt.).
- Amatrice - Sommati - Macchie Piane - Laghi Secco e della Selva - Pizzo di Sevo (q. 2419 mt.).
- Via Salaria - Spelonga - M. Comunitore (q. 1695) - Macera della Morte (q. 2073), Pizzo di Sevo (q. 2419), Sella di laccio Porcelli (q. 21 19), Pizzo di Moscio (q. 2411), M. Pelone (q. 2259), e M. Gorzano (q. 2458).
- Amatrice - Cornillo Nuovo - Costa Sola (q. 2044) - Sorgenti Fiume Tronto.
- Amatrice - Fraz. Capricchia - Pizzo di Moscio (2411).
Notizie utili sul Parco (zona laziale) possono essere assunte presso il Comune di Amatrice (tel. 0746/826392) e presso il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato sito in Amatrice (tel. e fax 0746/85469).
Economia:
L'economia locale in minima parte legata al turismo, è ancora di tipo agro-silvo-pastorale. Esempio tipico di questa economia è l'abitato di Colle, a ridosso del confine laziale, la cui economia è indissolubilmente legata al bosco.
Qui è ancora molto attiva la produzione del carbone da legna.
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