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04/09/2004


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  Turismo |  Ambiente |  Parchi e Riserve :

Monti Lucretili

PARCO REGIONALE NATURALE
DEI MONTI LUCRETILI

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Norma istitutiva:

Legge regionale 26 giugno 1989 n. 41.

Superficie:

Totale Ha 18.000. In provincia di Rieti Ha 4.585.

Finalità istitutive:

Il parco regionale naturale dei Monti Lucretili è destinato al corretto uso e valorizzazione del territorio e delle sue risorse culturali, alla conservazione degli ecosistemi e dei processi ecologici essenziali, alla utilizzazione razionale e duratura delle specie e degli ecosistemi, al mantenimento della diversità genetica delle specie animali e vegetali presenti, allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali interessate.

In particolare il parco regionale naturale dei Monti Lucretili è destinato alla tutela, valorizzazione e razionale utilizzazione del territorio montano appenninico e delle componenti naturali, sociali e culturali ad esso legate.

Il parco regionale dei Monti Lucretili è classificato come parco regionale naturale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 28 novembre 1977, n. 46.

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Notizie utili:

La gestione del parco è affidata ad un consorzio tra i comuni di Monteflavio, Montorio Romano, Moricone, Palombara Sabina, Marcellina, S. Polo dei Cavalieri, Vicovaro, Roccagiove, Licenza, Percile, Scandriglia, Orvinio, Poggio Moiano, la IX e la X Comunità Montana.

Il territorio reatino del P. N. dei Monti Lucretili (Comuni di Scandriglia, Orvinio, Poggio Moiano) è compreso nelle giurisdizioni dei Comandi Stazione di Poggio Moiano e Scandriglia (numeri telefonici e Fax rispettivamente 0765/876108 e 0765/878390) del Corpo Forestale dello Stato.


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Orografia:

I Monti Lucretili, noti anche come catena del Monte Gennaro, rappresentano i baluardi montuosi di sud ovest che sovrastano la campagna romana. Le cime più importanti non raggiungono grandi altezze.

La più alta è il Monte Pellecchia (m. 1368), seguita dal Monte Gennaro (m. 1271), dal Monte La Guardia (m. 1185) e dal Monte Filettoso (m. 1004).

La catena è costituita essenzialmente da calcari. Le parti esposte ad occidente nel Pliocene erano a ridosso del mare che sovrastava quella che è ora la campagna romana.

Testimonianza di questa preistorica presenza del mare sono i fori dei litodomi, piccoli molluschi che scavano la loro casa nelle rocce nel punto di battigia.

La zona dei Lucretili è interessata da evidenti forme di carsismo quali doline inghiottitoi, grotte, pozzi e vaste depressioni (es. il "Pratone" del Monte Gennaro).

Qualche dolina dal fondo impermeabilizzato è occupata dai bei laghetti di Percile (Prov. Roma).

Il clima è vario e la vegetazione risente di tale variabilità e del fatto che le temperature invernali sono relativamente miti. Così nella parte basale del massiccio troviamo fiorenti coltivazioni di olivi, specie tipica delle zone temperate calde.

Nel piano superiore troviamo fondamentalmente grandi boschi di Leccio (Quercus Ilex). Sono presenti specie di minore importanza quali albero di Giuda (Cercis Siliquastrum) tipico per l'intensa fioritura rosso-vinato che si ha prima dell'emissione del fogliame, carpino, orniello, terebinto, corbezzolo. Più in alto il leccio cede il posto alle querce caducifolie (Quercus Pubescens) con inframmezzati, specialmente nelle zone più fresche, tigli, maggiociondoli, aceri e sorbi.

Elevandoci ancora di quota, compaiono faggete solenni ed eleganti nel portamento e negli splendidi colori autunnali.

In zone fresche sono presenti anche alcuni boschi di castagno. In mancanza del bosco di faggio, le parti sommitali sono ricoperte da rigogliosi pascoli, punteggiati da fioriture di zafferani, gigli mortagoni, iris e orchidee anche molto rare. Talora questi pascoli sono oggetto di un utilizzo eccessivo che porta al degrado alla cotica erbosa.


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Pioppi e salici costituiscono la flora tipica ripariale di corsi e specchi d'acqua.

A nche se non come nei tempi antichi, la fauna presente è molto varia e di estremo interesse. E' stato avvistato il lupo, così come il gatto selvatico. Numerosi sono i cinghiali e diffuse sono le volpi, le martore, le puzzole, i tassi, gli istrici, gli scoiattoli e i ghiri.

Gli uccelli e i rettili:

Interessanti e di grande valore naturalistico sono gli uccelli presenti.

Fra i rapaci, sono state avvistate le aquile. Più frequenti sono i gufi, le civette, gli allocchi, i barbagianni, le poiane, gli sparvieri e i gheppi.

Fra i rettili, oltre le vipere aspis, si trovano il colubro e gli orbettini.

Escursioni e passeggiate:


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  1. Scandriglia - S. Salvatore - Valle Bona:
  2. Scandriglia- Fonte Schiazzi - Cima Dei Coppi (1211) M. Pellecchia (1368).

Centri abitati:

Centri notevoli sono Scandriglia e Orvinio (Castello).

Recettività:

Discreta è la ricettività alberghiera nei centri di Poggio Moiano, Orvinio e Scandriglia.

Attività tipiche:

coltivazione di olivo, uva, frutta e allevamento zootecnico.

Emergenze architettoniche:

Castello di Orvinio, Santuario sopra Scandriglia, Santuario di Santa Maria.