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Istituzione:
Legge regionale n. 94 del 17 giugno 85
Superficie:
Ha 3278
Finalità istitutive:
La riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile è stata istituita a norma degli articoli 4, 6 e 20 della legge regionale 28 novembre 1977, n.46, allo scopo di tutelare l'integrità delle caratteristiche ambientali e naturali della flora e della fauna e, al tempo stesso, di valorizzare le risorse al fine di una razionale fruizione da parte dei cittadini, in particolare a scopo scientifico. La riserva è compresa nel sistema dei parchi e delle riserve naturali di cui all'Art. 1 della legge sopra citata ed è classificata riserva parziale ai sensi dell'Art. 4, lettera c) della stessa legge.
Notizie utili:
Recapito:
La gestione del Parco è curata da un consorzio costituito dai Comuni di Cantalice, Poggio Bustone, Rieti, Rivodutri, Contigliano.
Amministrazione:
La sede amministrativa del consorzio è presso la V Comunità Montana Montepiano Reatino Tel. 0746/485341.
Territorio:
Il territorio della riserva ricade nella giurisdizione dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato:
- C.do Stazione Rieti Telefono e Fax 0746/ 220689
- C.do Stazione Rivodutri Telefono e Fax 0746/685342
- C.do Stazione Contigliano Telefono e Fax 0746/706650
Geologia:
L'amplissima piana reatina circondata da una corona di montagne il cui più importante esempio è il massiccio del Terminillo è costituita da materiali sabbiosi, ghiaiosi e argillosi riferibili al pliocene e al pleistocene.
Nel tempo antico tutta la piana reatina era coperta da un lago, il Lacus Velinus, alimentato dalle sorgenti che ricevono le acque del Terminillo, e dai fiumi Velino, Salto e Turano.
Solo alcuni piccoli monticelli emergevano dalle acque, come l'attuale Montisola. Nel 272 a.c. il console Marco Curio Dentato riuscì ad avere ragione dei banchi travertinosi che ostruivano il regolare deflusso delle acque verso la Valle del Fiume Nera. L'escavazione del cosiddetto cavo curiano permise l'eliminazione delle acque dalla piana reatina e la formazione delle celebri cascate delle Marmore, così dette dal colore bianco come il marmo dei blocchi di travertino sopra citati.
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Gli attuali laghi della piana reatina (Lago Lungo e Lago di Ripasottile) sono le residue testimonianze del Lacus Velinus.
Il maggiore dei due è il lago di Ripasottile dalla forma compatta (Superficie Ha 80 e profondità max 6 metri). L'altro lago, detto Lungo o di Cantalice, ha una superficie di circa Ha 60 e una profondità max di m.6. Questo lago presenta ad est una protuberanza legata al bacino da una curiosa strozzatura. Tale appendice viene identificata a parte come Lago di Fogliano.
Il Lago Lungo è unito a quello di Ripasottile tramite il cosiddetto canale della Vergara.
I laghi sono alimentati da copiose sorgenti che assicurano un ricambio dell'acqua il cui livello è controllato dall'idrovora del lago di Ripasottile. Un esempio di tali sorgenti è in quelle di S. Susanna, situate alle falde del Terminillo, (presso Apoleggia) di cui raccolgono una parte delle acque di percolazione.
Quest'insieme umido rappresenta un complesso di grande valore ambientale. Nell'anello di terreni umidi circostante il lago, anche se di non grande spessore, si trova una flora rigogliosa e tipica degli ambienti palustri con qualche peculiarità.
Predominano i canneti formati da cannucce palustri (Fragmites australis). Più in prossimità delle acque è abbondantissima la stiancia, o Tipha, dalla caratteristica infiorescenza a forma di grosso manicotto marrone attorno ad uno stelo. Più lontano dalle acque si trova il carice.
Sulle acque galleggiano la bellissima ninfea gialla e la diffusa ninfea bianca. La riserva ospita una fiorente attività agricola.
Intorno ai laghi vi sono i resti di antichi boschi costituiti essenzialmente da roverella (Quercus Pubescensi). Di questa specie ne esiste un gigantesco esemplare presso le cosiddette Grotte di San Nicola e numerosi altri esemplari di dimensioni uguali o appena minori in una zona a nord del Lago di Cantalice (Campo S. Maria).
Nella Piana si trovano piccoli resti di boschi idrofili costituiti da salice bianco, salice nero, pioppo bianco, particolarmente diffuso e abbondante lungo le sponde del fiume Velino.
Varia e ricca è la fauna ittica, ma particolarmente importante è l'avifauna stanziale o di passo che in questo ambiente ora così difeso trova cibo e modo di riprodursi.
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Si va dagli eleganti aironi canerini agli svassi, dai tuffetti alle gallinelle e ai tarabusi, dalle folaghe alle garzette.
Frequentissimi sono gli anatidi come i germani, le alzavole, le morette. Nei bordi fangosi dei laghi trovano il loro ambiente ideale gli uccelli limicoli come beccacce, pavoncelle e piro - piro. Alle estremità dei rami degli alberi che popolano in gruppi o isolati le zone prossime ai laghi, non è difficile vedere appesi come tanti sacchettini i nidi del pendolino. Per quanto non siano facili a vedersi, si è a conoscenza della presenza di alcuni falconiformi.
Anfibi quali il tritone e le raganelle, ofidi come la natrice e l'orbettino, mammiferi come le nutrie, istrici e volpi completano il panorama degli animali che nell'ambiente dei laghi trovano linfa vitale.
Itinerari di visita:
Numerose sono le strade che attraversano la riserva e altrettanto numerose sono le strade poderali che completano la rete. Certo più interessanti sono i viottoli la cui percorribilità ci porta a contatto con un microcosmo in cui non è difficile imbattersi nella fauna sopra citata.
Interessanti sono i percorsi natura allestiti intorno ai laghi con disseminati alcuni capanni per l'osservazione dell'avifauna.
E' opportuno segnalare che nella piana reatina sono presenti numerosi casali, alcuni restaurati altri in penoso stato di abbandono a testimonianza di una fiorente agricoltura tutt'oggi continuata.
Anche se sono fuori dal perimetro della riserva, ne fanno tuttavia grandiosa e solenne cornice una serie di santuari come quello di Fonte Colombo, Poggio Bustone, Greccio e La Foresta ai quali è legato il nome suggestivo e grandioso di San Francesco.
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