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Le necropoli del periodo arcaico Se per gli abitanti della Sabina tiberina la documentazione archeologica è ancora lacunosa e frammentaria, fatta eccezione per Cures Sabini, invece piuttosto ricca è quella relativa alle necropoli, dislocate numerose lungo il corso del fiume. Grazie agli oggetti rinvenuti nelle sepolture si può affermare che, tra il VII e il VI sec. a.C., la Sabina tiberina conobbe una notevole fioritura. Gli assi centrali di comunicazione, di scambi culturali e commerciali, per i Sabini tiberini furono il Tevere e l'antichissimo tracciato della Salaria. Le necropoli, costituite da tombe scavate nel tufo o parzialmente costruite, sono simili a quelle falische dell'opposta riva del Tevere. Si tratta di tombe a camera, con dromos (corridoio) di accesso e chiusura a blocchi o a lastroni; all'interno loculi ricavati nelle pareti, talvolta chiusi da tegole, o banchine per la deposizione degli oggetti di corredo. Sono presenti anche tombe a fossa. L'uso della tomba a camera potrebbe essere la prova archeologica del fenomeno di urbanizzazione che interessò, nella seconda metà del VII sec. a.C., la Sabina tiberina. Nelle aree sepolcrali di Colle del Forno (Montelibretti), Campo del Pozzo (Nazzano), Poggio Sommavilla (Collevecchio), Madonna del Rovo (Magliano Sabina), Madonna Grande (Magliano Sabina), San Biagio (Magliano Sabina) sono stati rinvenuti interessanti e ricchi corredi databili tra la fine del VII ed il III sec. a.C.. Le sepolture maschili sono caratterizzate dal la presenza di armi, sia di produzione locale che di importazione: punte di lancia, spade corte con elsa a stami, spade lunghe con elsa a croce, pugnali. Per l'età arcaica, la classe ceramica tipica e quella delle c.d. anfore sabine, di produzione locale: queste presentano un corpo ovoidale, marcato nella metà inferiore da un listello a rilievo, corto collo cilindrico, anse a nastro e piede a tromba. Le decorazioni sono rese ad incisione e ad impressione tramite punzoni, secondo tecniche tipiche dell'area falisca, e con aggiunte plastiche. Il repertorio decorativo è costituito da motivi geometrici, vegetali, animali (ricorrente è il cavallo) ed in alcuni casi è rappresentata in maniera schematica anche la figura umana, in scene forse allusive della caccia. Accanto alle produzioni locali, nei corredi si trovano numerosi oggetti di importazione: bucchero, ceramica etrusco-corinzia, coppe attiche a figure nere e per le fasi più recenti, ceramica falisca a figure rosse e ceramica a vernice nera. Numerosi i bronzi di produzione etrusca, riferibili ai centri di Vulci e di Orvieto. Di importazione da area medio-adriatica sono da considerare i pugnali, i pendenti ad oinochoe (brocca) miniaturistica e le ambre lavorate. Queste necropoli attestano una civiltà già di tipo urbano, organizzata sul modello dei suoi "vicini": Falischi, Etruschi e Latini. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||