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La villa di Fianello Sabino (Montebuono)
Rinvenuta casualmente nel febbraio 1950, nel comune di Montebuono, nell'area del cimitero di Fianello Sabino, la villa, le cui strutture attualmente non sono pił visibili, ha restituito un ricchissimo ciclo scultoreo. Dalla relazione di scavo, si apprende che le sculture furono rinvenute ricoperte di calce e tutte ammassate all'interno di una fossa di circa due metri di lato. All'eccezionale scoperta seguirono le indagini sul terreno che portarono alla luce varie strutture di etą romana, riferibili certamente ad un complesso residenziale. Degli ambienti scavati, tutti costruiti in laterizio, alcuni conservavano il pavimento a lastre di marmo e frammenti di intonaco dipinto delle pareti. Dei mosaici rinvenuti, si ricordano un mosaico a tessere di marmo colorato, disposte in modo da formare un ornato a graticcio, ed un mosaico in bianco e nero con motivi a scacchiera. Inoltre furono individuati piccoli vani contigui, con pareti rivestite di cocciopesto, caratterizzati dalla presenza, su uno dei lati, di banconi in muratura e, almeno in un caso, di un pavimento in pendenza, collegato tramite una conduttura in piombo con una canaletta di scarico.
Di importanza eccezionale gli arredi scultorei del complesso, oggi tutti conservati al Museo Nazionale Romano. Ad una tipologia ampiamente nota da altri esemplari (Ninfe, Menadi, Muse) riconduce la statua della c.d. danzatrice, di dimensioni inferiori del naturale, in antico destinata ad una visione frontale, forse a decorare una nicchia. Ad essa si aggiunge una statua di Menade danzante, con fungo chitone e pelle leonina. Furono rinvenute inoltre due figure di atleti, una statua di Ercole, un sileno, una statua di Attis, una statuetta di Diana, una doppia erma con ritratto di Demostene, una testa ritratto di Eschilo, una testa di Athena e sculture varie, in parte frammentarie, in particolare arti di statue di dimensioni maggiori del vero, un trapezoforo (sostegno di tavolo) e numerose lucerne marmoree. Sappiamo, dalle fonti e dai complessi scultorei ed architettonici superstiti, (in particolare la villa dei Papiri ad Ercolano) che la scelta dei diversi tipi statuari, era intimamente legata alla natura e alle funzioni degli ambienti cui essi erano destinati. Cicerone, ad esempio, ricorda che le erme con la testa di Eracle e quelle con la testa di Athena erano particolarmente indicate per la decorazione dei ginnasi e delle palestre, luoghi destinati all'esercizio del corpo e della mente. Nella villa dei Papiri ad Ercolano una serie di ritratti di poeti e filosofi greci, oltre che di principi ellenistici, decorava il peristilio minore; nella biblioteca e negli ambienti ad essa collegati, una statua arcaistica di Athena ed una serie di ritratti in bronzo di personalitą eminenti della cultura greca e romana. Le figure del ricco e variegato mondo dionisiaco erano, invece, destinate in genere all'ornamento dei giardini, popolati da satiri e menadi, gruppi compositi con Pan e le ninfe silenti ebbri o dormienti. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||