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04/09/2004


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  Turismo |  Cultura |  Archeologia |  La Sabina :

Monteleone: il deposito votivo di S.Vittoria


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Rinvenuto casualmente nei pressi della splendida chiesa romanica di S. Vittoria, il deposito votivo del centro sabino di Tremula Mutuesca era collocato in una cavità artificiale, poco profonda, sulle estreme propaggini orientali di Colle Foro, in territorio del comune di Monteleone Sabino.


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Non è stato ancora individuato precisamente il relativo santuario, ma il deposito è stato collegato al culto di Feronia, documentato dalle fonti.

I primi scavi furono eseguiti nel 1958 e una seconda campagna venne realizzata nel 1980, nell'ambito di una ricerca del Centro di studio per l'archeologia etruscoitalica.

La fossa, di forma regolarmente circolare, che non raggiungeva la profondità di un metro, era foderata sui lati da una rozza cortina, mentre la copertura doveva essere costituita da tegoloni; superiormente fu asportato un piano in grosse pietre, forse sistemazione medievale dell'area circostante la chiesa.


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Le indagini hanno restituito una gran quantità di materiale archeologico, soprattutto fittile, fra cui spicca una serie di teste votive (in gran parte trafugate nel 1972), fra gli ex-voto anatomici sono rappresentati soprattutto piedi e arti inferiori, più scarsi gli arti superiori e altri organi. Abbastanza frequenti le figure di animali, soprattutto bovini ed equini.


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La ceramica, che rappresentava la parte inferiore del deposito, è costituita soprattutto da forme a vernice nera, da ceramica sovradipinta, per lo più skyphoi (coppe per bere), e vasellame grezzo di impasto, per la massima parte piccole olle, scodelle, coperchi; fra gli sporadici oggetti metallici, si nota un gancio da cinturone in bronzo, decorato a bulino.

Questi materiali si collocano cronologicamente tra la seconda metà del IV sec. e la prima metà del III sec. a.C., non molto tempo dopo la conquista romana, avvenuta nel 290 a.C., e testimoniano probabilmente una significativa ripresa del centro abitato, seguita all'arrivo degli assegnatari romani.