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04/09/2004


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  Turismo |  Cultura |  Archeologia |  La Sabina :

Il periodo arcaico

Secondo le fonti, tutta la zona era abitata dai Siculi, che occupavano una grande area dell'Italia centrale; furono però cacciati dagli Aborigeni, unitisi ai Pelasgi, provenienti dall'Arcadia. Aborigeni e Pelasgi avrebbero poi conquistato gran parte del territorio laziale.

In epoca storica l'Italia centro-meridionale era abitata da stirpi umbro-sabelliche: al sud erano i Sanniti, al centro i Vestini, i Peligni, i Marsi, gli Equi, i Volsci, i Sabini e più a nord gli Umbri.

I Sabini, mossisi dalle loro sedi ai piedi del Gran Sasso, si stanziarono nella valle del Velino e, conquistata Cotilia, si spinsero rapidamente nella conca reatina ed occuparono poi il territorio più prossimo al Tevere, dove Modius Fabidius fondò Cures Sabini.

Il processo di inserimento dei Sabini nella valle del Tevere, iniziato nell'età del Ferro (X-VIII sec. a.C.) sembra concludersi definitivamente nel VI sec. a.C. quando si passa, dalla fase protourbana, ad insediamenti di livello urbano e ad un'organizzazione del territorio circostante. Gli abitati mantengono posizioni di controllo delle valli e dei percorsi di comunicazione, legati alla transumanza e alla circolazione di materiali e tradizioni.

A partire dal V sec. a.C., dal momento che sembrano cessare i contrasti, si può ipotizzare una progressiva integrazione tra Romani e Sabini tiberini che, rispetto ai Sabini delle aree più interne, appaiono un gruppo culturalmente più avanzato: una società articolata, partecipe delle trasformazioni economiche e sociali nell'area tiberina, parallelamente al crescere e all'affermarsi della supremazia di Roma.

Le più importanti tappe della storia dei Sabini e dei loro rapporti con Roma, sono legate ai miti e alle leggende del ratto delle Sabine e dei primi re di Roma, i Sabini Tito Tazio e Numa Pompilio.

Anche Cures ora è solo un villaggio, ma un tempo era una città famosa, dalla quale mossero due re di Roma, Tito Tazio e Numa Pompilio; dal suo nome gli oratori pubblici chiamano Quiriti i Romani. Trebula, Eretum ed altri abitati sono da considerare piuttosto come villaggi che come città. (Strabone V, 3, I)

In epoca arcaica i centri maggiori, sorti in posizione strategica lungo il corso del Tevere, sono Cures e Fretum, quest'ultimo situato di fronte al centro religioso di Lucus Feroniae, sull'opposta sponda del Tevere, e localizzato sulla collina di Casacotta, nel comune di Montelibretti. Per questo periodo gli unici dati relativi alla tipologia degli abitati ed alla cultura materiale giungono dallo scavo dell'antico abitato di Cures Sabini.