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Preistoria e Protostoria
Le più antiche fasi di occupazione del territorio risalgono al paleolitico inferiore, medio e superiore, rinvenute lungo la valle del Tevere, da Magliano a Fara Sabina, e nelle aree più interne.Le testimonianze archeologiche più importanti per l'età protostorica provengono dalla conca reatina, con una serie di insediamenti databili dagli inizi della media età del Bronzo (XVI-XIV sec. a.C.) fino alla prima età del Ferro (X-VIII sec. a.C.). La posizione geografica degli insediamenti sorti sulle rive dell'antico lacus Velinus favorì sia l'approvvigionamento dei metalli sia gli scambi commerciali. L'innalzamento del lacus Velinus provocò un cambiamento nelle forme dell'insediamento, il conseguente abbandono degli abitati lacustri ed il loro trasferimento sulle alture circostanti. Accurate indagini di territorio, promosse dall'Università di Perugia, hanno consentito di ricostruire l'alveo dell'antico bacino e di tracciare un quadro di sintesi degli insediamenti sorti nell'area tra l'antica età del Bronzo e la prima età del Ferro. Nella Sabina tiberina gli insediamenti dell'età del Bronzo erano situati sui terrazzi alluvionali alla sinistra del Tevere. Sul finire di quest'epoca la nascita di insediamenti su altura (Monte S. Martino di Fara Sabina o Monte Calvo di Scandriglia) testimonia una diversa occupazione del territorio, che preannuncia il passaggio alla prima età del Ferro. Tale passaggio è segnato da una crisi vistosa, che comporta un abbandono quasi totale dell'area, in coincidenza con la nascita dei centri protourbani di Terni e di Rieti. Testimoni dell'evoluzione verso una società gerarchizzata sono le armi rinvenute nei corredi funerari contemporanei e la presenza di spade, lance e morsi equini nel ripostiglio di Piediluco-Contigliano. Il sito preistorico di valle Ottara (Cittaducale) La località, nel comune di Cittaducale, segnalata poi con il nome di Petescia, ha suscitato interesse per la presenza di un livello Neolitico ed uno del Bronzo Medio. Scavi estesi furono condotti tra Il 1951 e il 1954, ed ulteriori esplorazioni furono effettuate nel 1962, quando si raggiunsero i livelli più profondi e si prelevò una colonna stratigrafica, poi esposta al Museo Preistorico ed Etnografico "L. Pigorini". Dal 1963 si preferì indicare il sito con il nome di Valle Ottara. Nel 1978 fu seguita un'altra campagna, allo scopo di controllare i livelli inferiori. Dal sito proviene un frammento di ansa a testa di papera relativa ad una tazza e databile, all'interno del Bronzo recente, tra il XIII e il XII sec. a.C. Il tipo della testina è documentato in altre località del Lazio. Il ripostig1io di Contigliano Il complesso di oggetti bronzei noto come ripostiglio di Contigliano fu rinvenuto nel 1921-22 "… nel bacino del fiume Velino tra Marmore e Piediluco, nello stesso luogo dove fu rinvenuto nel 1869 il ripostiglio di Piediluco". Pertanto sembra potersi affermare che il ripostiglio di Contigliano sia identificabile con quello di Piediluco. Gli oggetti conservati sono 116 e consistono in asce, lance, spade, fibulae (spille), arpioni, morsi equini, ecc., più o meno frammentari. Tali materiali attestano l'esistenza di un ceto emergente armato che doveva esercitare il proprio controllo sia sulla produzione metallurgica locale, sia sulle scorte di metallo conservate nei ripostigli. Il ripostiglio di Piediluco-Contigliano venne verosimilmente deposto nella prima metà del IX sec. a.C. ed ha restituito tra l'altro bronzi di importazione, giunti nel reatino quasi certamente seguendo le valli del Tevere, databili al XII-XI sec. a.C. La necropoli di Campo Reatino (Rieti) L'area sepolcrale, situata presso il km. 45,200 della via Ternana, nel territorio del comune di Rieti, è stata individuata, in seguito ad una scoperta casuale, alla fine degli anni venti. Furono allora portate alla luce cinque sepolture, una sesta è stata poi rinvenuta nel 1981, grazie ad uno scavo di emergenza. Le tombe, tutte ad incinerazione sono costituite da una cassetta con un coperchio, realizzata nella pietra locale detta "sponga". All'interno della cassetta erano collocate le ceneri del defunto, racchiuse o in un'urna a capanna oppure in un'olla con scodella a copertura, e gli oggetti di corredo. Il corredo sepolcrale era generalmente composto da un orciolo e da bronzi: rasoi, fibulae (spille) a disco, ecc. Il tipo di sepoltura presenta forti analogie con la cultura laziale. La necropoli è databile alla prima metà del IX sec. a.C. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||