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Collevecchio Nel territorio di Collevecchio in località Poggio Sommavilla è stata individuata e parzialmente scavata una necropoli di tombe a fossa e tombe a camera. Il sepolcreto, che si trova su di una collina tufacea prospiciente il Tevere, fu già nel secolo scorso oggetto di scavi che riportarono in luce dieci tombe. I materiali rinvenuti, purtroppo, vennero smembrati e venduti a diversi musei sia in Italia che all'estero. Gli scavi condotti dal 1983 al 1986 dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio hanno portato all’individuazione di 48 tombe del tipo a fossa, a fossa con dromos (corridoio) ed a camera con loculi di deposizione nelle pareti. La chiusura delle porte era ottenuta dalla sovrapposizione di blocchi parallelepipedi ben squadrati, rafforzati ai lati da terra pressata mista a scaglie di tufo. In alcuni casi sono state rinvenute nel pavimento della camera sepolcrale, delle piccole fosse utilizzate, al momento del riuso delle tombe per nuove sepolture, per la collocazione delle sepolture più antiche. I corredi funerari coprono un vasto arco cronologico, compreso tra la fine del VII sec. a. C. fino alla metà del II sec. a. C. I materiali più significativi sono rappresentati da una classe di anfore cosiddette sabine ritenute un prodotto di fabbricazione locale. Queste anfore sono caratterizzate da un corpo ovoide, marcato nella metà inferiore da un listello in rilievo, corto collo verticale, anse a nastro, piede a tromba e presentano una decorazione a cilindretto che si accompagna alle tecniche dell'incisione e dell'impressione tramite punzoni, tipiche dell'area falisca. Altri oggetti di corredo sono costituiti da vasi di impasto, vasi di bucchero, ceramica greca costituita da coppe attiche a figure nere, tra cui quelle del tipo ad occhioni. Numerosi sono gli oggetti in bronzo di produzione etrusca, i cui maggiori centri di fabbricazione erano Vulci ed Orvieto. L'armamento è rappresentato da punte di lancia, spade con elsa a croce e spade corte con elsa a stami, tipiche della cultura picena. La fase più recente del sepolcreto è connotata dalla ceramica di produzione falisca a figure rosse e dalla ceramica a vernice nera. La necropoli nelle sue caratteristiche fondamentali è molto vicina a quelle delle città falische situate sull'opposta riva del Tevere ed attesta per il numero delle tombe e per la loro disposizione una civiltà già di tipo urbano, organizzata sul modello dei Falisci, degli Etruschi e dei Latini. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||