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  Turismo |  Cultura |  Archeologia |  Valle del Turano :

Altre presenze archeologiche


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Molte altre evidenze archeologiche, delle quali spesso é difficile individuare la sicura provenienza, sono sparse nel territorio turanense: un’ara con iscrizione, utilizzata come fioriera, si trova ad Oliveto; a Castel di Tora, dove numerosi sono i ritrovamenti sporadici susseguitisi nel tempo in diverse località, rocchi di colonna inquadrano l'ingresso di un’abitazione ed un pulvino di un’ara è inserito a margine della facciata della Parrocchiale, nella cui muratura é anche un’epigrafe databile all’età dell’imperatore Claudio; a Poggio Moiano un leone funerario si trova in prossimità della piccola piazza antistante la sede del Comune, già palazzo baronale dei Savelli, dove si conserva anche una piccola collezione di antichità fra cui si segnala una copia romana mutila dell'Afrodite Cnidia, recuperata dal distrutto palazzo Torlonia. Sempre nel territorio di Poggio Moiano, in prossimità di Osteria Nuova, sono i resti di tre sepolcri funerari del tipo a torre, che fiancheggiavano la via Salaria, conosciuti come i Torracci e databili alla prima età imperiale.


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Molti monumenti funerari hanno fornito nel medioevo materiale da costruzione per i principali edifici di culto della zona, come si può riscontrare ad esempio nella chiesa di San Martino, a Poggio Moiano, o nella chiesa di Santa Maria del Piano, tra Pozzaglia ed Orvinio.

Nel territorio di Poggio Nativo in località Le Selve si trova un monumento funerario, databile tra la fine del I sec. a. C. e l'inizio del I sec. d. C., ricavato tagliando e regolando una parete di roccia. La tomba rupestre custodiva, come recita l'iscrizione, i corpi di Caio Terenzio Varrone e della sua liberta, probabilmente moglie o compagna, Caletuce e doveva sorgere all'interno delle proprietà fondiarie di Caio Terenzio, che apparteneva alla medesima gens del più noto scrittore ed erudito sabino Marco Terenzio Varrone.