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Torrita di Amatrice Nell'alta valle del Tronto la Conca di Amatrice costituisce un'area di grande interesse da un punto di vista archeologico e monumentale. Le prime tracce della frequentazione umana in questa zona risalgono alla preistoria, epoca alla quale vanno riferiti i numerosi reperti litici recentemente rinvenuti nell’area dei Monti della Lega.
Il massiccio sfruttamento delle risorse di questo territorio si ebbe però in età romana, anche in relazione ai più facili collegamenti che offriva la Salaria, tratti della quale sono stati qui rinvenuti. Nel secolo scorso furono individuate alcune presenze antiche tra le quali resti di ambienti con pavimenti a mosaico e vasche da bagno in pietra in località S. Pietro in Campo; alcune tombe furono inoltre scoperte nella frazione di S. Angelo. Il monumento più noto della zona e sicuramente la struttura in contrada Campo, nei pressi della frazione di Torrita. Ai rinvenimenti occasionali avvenuti nel sito durante la prima metà del '900 seguirono nel 1954 i primi saggi di scavo, continuati poi negli anni '70. Nel complesso, indagato solo parzialmente, sono stati portati alla luce un peristilio, che conserva parte dello stilobate e le basi di quattro colonne tuscaniche, e vari ambienti, tra i quali si distingue un impianto termale.
I materiali rinvenuti, tra cui un frammento di trabeazione ornato con motivi floreali, datato all'età flavia e purtroppo disperso, fanno intuire che la decorazione doveva essere particolarmente accurata. Anche in base alle tecniche costruttive è stato possibile comprendere le varie fasi, relative a rifacimenti e restauri, in un arco cronologico che va dal I sec. a.C. al III - IV sec. d.C..
Per quanto riguarda la funzione del complesso sono state formulate varie ipotesi, le più recenti lo identificano con una villa rustica o con una stazione di Posta. La Santangelo, che curò lo scavo degli anni '70, interpretava il peristilio come il foro di un vicus, che inoltre identificava con il vicus Phalacrinae. L’ipotesi, valida da un punto di vista archeologico, non trova riscontro nelle fonti che indicano una diversa distanza da Interocrium. Un'ulteriore supposizione è legata alla possibile presenza di una statio, punto di sosta del cursus publicus, considerato che il complesso è situato a 1018 m s.l.m., proprio nel punto di valico tra le valli del Velino e del Tronto.
Da questa stessa zona proviene un cippo in calcare locale con iscrizione latina di C Securius Vestigator, soldato della IV cohors praetoria, attualmente collocato all'ingresso della sede comunale di Amatrice. Le più recenti scoperte in questo territorio risalgono al 1994, anno in cui è stata avviata una proficua e intensa attività, volta alla ricerca, alla documentazione e alla valorizzazione del vasto patrimonio archeologico della Sabina. Il primo di questi interventi, effettuati da un'équipe di volontari, composta di laureandi e laureati in archeologia coordinati dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio, ha interessato la località Scandarello - -Le Conche. Il sito, che si trova su una propaggine collinare per tre quarti dell'anno coperta dalle acque del bacino lacustre artificiale di Scandarello, ha restituito alcune tombe a fossa rivestite con lastre di pietra, realizzate presso una struttura interpretata come edificio di culto di epoca medievale. In tutto sono state portate alla luce 15 sepolture, ma nessuna di esse ha restituito oggetti di corredo. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||