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Cittaducale La cittadina di fondazione medievale ricopre, nel panorama storico della Sabina, un ruolo di notevole rilevanza con le sue numerose presenze archeologiche.
Attraverso gli scritti del Gori abbiamo notizie di rinvenimenti casuali riferibili al periodo neolitico ed eneolitico, ma solo nei primi anni '50 furono intrapresi scavi e studi sistematici. Tra i rinvenimenti di maggiore antichità si segnalano quelli di Valle Ottara e Campo Avello, i cui materiali sono conservati rispettivamente al Museo Preistorico Etnografico L. Pigorini ed al Museo delle Origini a Roma. A Valle Ottara, in località Petescia, furono condotte dalla Soprintendenza Speciale Preistorica ed Etnografica "L. Pigorini" alcune indagini di scavo, che individuarono un insediamento preistorico. Tra i materiali rinvenuti sono caratteristiche le asce in pietra levigata, le punte e le lame a dorso, impiegate per la caccia al cervo e nella pastorizia. Non un insediamento, ma un deposito cultuale sembra essere il sito in località Campo Avello, dove il prof. Peroni individuò una concentrazione di materiale litico e ceramico, databile dall’età eneolitica alle fasi iniziali del Bronzo Medio. Alcune tombe del tipo "a cappuccina", rinvenute durante recenti lavori dell'ANAS, testimoniano un insediamento di età romana nello stesso luogo. Alcuni ripari sotto roccia e piccole cavità furono esplorate dal prof. Radmilli sul monte Ponzano, nello stesso luogo in cui i coniugi Rozzi avevano individuato materiali dell’età del Bronzo Medio e Recente. Altre tracce di frequentazione preistorica furono riconosciute in località Valviano.
Tra i resti monumentali è da ricordare il rudere di un sepolcro a torre visibile all’altezza del bivio per S. Rufina, in località Peschio del Monumento, in relazione all’antico tracciato della Salaria; un consistente tratto di quest'ultima è stato rinvenuto di recente al di sotto dell'attuale strada statale in località Radicara.
Non meno ricco di reperti di età romana, il territorio ha restituito interessanti testimonianze, sia con rinvenimenti sporadici, sia grazie alle recenti indagini. Nel 1937 fu casualmente rinvenuto, in località Pendenza, un ripostiglio risalente al III sec. a.C., che ha restituito 123 monete di bronzo ed un "Vittoriato" (moneta in argento raffigurante una Vittoria che incorona un trofeo), ora nel Medagliere del Museo Nazionale Romano. Un altro intervento recente riguarda la zona di Colle dello Speziale, area di alto valore ambientale e paesaggistico, dove sono stati individuati frammenti ceramici e tracce di una pavimentazione in opus spicatum. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica per il Lazio e la Scuola del Corpo Forestale dello Stato di Cittaducale ed il contributo d’alcuni cittadini impegnati nella difesa del territorio è stato possibile intervenire affinché non vi fosse realizzata una discarica.
Questa zona ricca di testimonianze archeologiche ha restituito inoltre tombe con corredo di armi in località Pietrara, un condotto idrico scavato nella roccia sulla cima del monte Ponzano, altre tombe ed una statua maschile acefala da Valviano. Sulla collina di S. Antimo la chiesa dedicata al martire fu costruita, sembra, sulle strutture di un tempio in grossi blocchi di travertino.
Tra i rinvenimenti epigrafici si ricordano una dedica a Silvano (CIL IX, 4664), divinità silvo -pastorale, da S. Rufina, e una dedica a Giove Ottimo Massimo (CIL IX, 4663), da Caporio, menzionante un tempio, una statua di Venere ed una di Spes, una scena, un proscenio ed un portico. Un discorso a parte meritano i resti di età romana conservati in località Caporio, noti con il nome di Terme di Cotilia o di Vespasiano. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||