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  Turismo |  Cultura |  Archeologia |  Valle del Velino-Tronto :

Terme di Cotilia

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In località Caporio è conservato un complesso archeologico tra i più imponenti della zona, noto con il nome di Terme di Cotilia o Terme di Vespasiano.

Questo si articola su quattro terrazzamenti, della lunghezza di circa 400 m. Sul secondo terrazzamento si trova una grande vasca posta al centro di un'area delimitata sui lati nord ed est da strutture articolate in ambienti e nicchie che, realizzando un fondale scenografico, sostengono le costruzioni del piano superiore.


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Lo scavo ha portato finora alla luce una vasca munita di tre scalette, realizzata tagliando il banco di travertino e regolarizzandolo con interventi di muratura. Nel prospetto sul lato nord, conservato per un'altezza di 5 m, si nota un vano rettangolare con abside in laterizi sulla parete di fondo interpretabile come un ninfeo che arricchiva la scenografia del complesso. All’angolo con il lato orientale, una rampa conduce al piano superiore, che conserva tracce di un portico accessibile da un vano pavimentato a mosaico.

Sulle strutture del lato occidentale del secondo terrazzamento s’impiantò, in età medievale, un mulino.


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Il complesso prosegue su entrambi i lati dell’area descritta: ad est sono stati individuati un portico sopraelevato ed altri resti tra cui un ambiente semicircolare con piccole semicolonne intonacate e sfaccettate; l'area ad ovest è occupata da ambienti termali.

Su questi si impostarono costruzioni medievali e la chiesa di S. Maria in Cesoni, ricordata per la prima volta in un documento del 1153. Nel 1872 fu qui rinvenuta un’ara marmorea dedicata ai Duodecim Dii (ILS 4007), dispersa e poi recentemente recuperata dalla Scuola del Corpo Forestale dello Stato di Cittaducale.


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Tutte le strutture sono costruite in opera incerta e in opera quadrata, con restauri di fasi successive e riprese murarie in laterizio, pertinenti a diverse fasi edilizie succedutesi in un ampio arco cronologico che va dal II sec. a.C. al VI sec. d.C., oltre alla frequentazione medievale.

All’epoca tardo antica, in un momento di abbandono delle funzioni originarie del complesso, vanno riferite alcune sepolture, con corredo, risalenti al VI - VII sec. d.C..

Il monumento è stato interpretato dalla tradizione locale come Palazzo di Vespasiano, poi come un impianto termale, ma recenti ipotesi propongono di identificarvi un santuario dedicato probabilmente alla dea Vacuna.


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La Soprintendenza Archeologica per il Lazio ha attuato, dalla fine degli anni '60, diversi interventi di scavo e restauro realizzati in più fasi fino alla fine degli anni '80. Le attività sono state riprese nell'estate '97, a seguito di un accordo tra la Soprintendenza, la Scuola del Corpo Forestale dello Stato di Cittaducale ed il Comune, con una campagna di scavo effettuata da un gruppo di laureati e laureandi in archeologia coordinati dalla stessa Soprintendenza.

A poca distanza dalle c.d. Terme di Cotilia, in località Ortali (oggi Case Sparse), sono state rinvenute strutture monumentali, già indagate dal Persichetti e dal Bonafaccia ed ora scarsamente visibili. Il complesso, alimentato dalla fredda sorgente di Caporio, comprendeva un ninfeo con quattro fontane, riccamente decorato ed ambienti termali riscaldati.

Tali resti sono noti come "Terme" o "Villa di Vespasiano". Sappiamo che l'imperatore, originario di questa zona, possedeva qui una residenza nella quale morì: Durante il suo nono consolato, colpito da leggeri attacchi di febbre mentre era in Campania tornò immediata-mente a Roma e quindi si recò a Cutilia, nei dintorni di Rieti, dove ogni anno era solito passare l’estate. Qui ad aggravare la malattia si aggiunse ancora un indigestione per aver bevuto un’eccessiva quantità di acqua gelata; [...] quando, sentendosi morire per un improvviso attacco di diarrea disse: “un imperatore deve morire in piedi !"(Svetonio, Vesp., 24).