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Antrodoco Chiamato «Vicus Interocrea» da Strabone, il paese è ricordato come «lntrothoco» nelle fonti dell'alto medioevo e fu sede di un gastaldo dipendente dai Duchi di Spoleto. Divenuto un abitato fortificato allo sbocco di due valli e in corrispondenza di un importante nodo stradale, ebbe vita tormentosissima dal secolo XIII al XV. Nel secolo XIII resistette vigorosamente all'oste dell'imperatore Federico Il di Svezia; nel 1362 venne occupato e incendiato da un esercito di Aquilani spalleggiati dagli abitanti di Cittaducale; nel 1455 e nel 1485 si ribellò agli Aragonesi subendo rappresaglie e devastazioni. Dal secolo XVI in poi le sue vicende si fecero tranquille sotto le successive signorie feudali dei Savelli, dei Bandini e dei Giugni; nel 1799 insorse violentemente contro i Francesi e nel 1821 assistette ai vani ed estremi conati di resistenza dell'esercito carbonaro napoletano contro quello austriaco. All'ingresso del paese verso Rieti si trovano la Chiesa di S. Maria «Extra Moenia" e il Battistero di S. Giovanni. La Chiesa sorse probabilmente nel secolo V accanto a un Cimitero cristiano, venne restaurata tra il secolo IX ed il X e ampliata, a due riprese, nei secoli XI e XII. La Torre campanaria ha una base che risale certo al secolo XII ma è stata probabilmente portata a termine nel secolo successivo. L'interno, a tre navate divise da un breve muro e da un filare di pilastri a destra e da colonne a sinistra, è istoriato da affreschi dei secoli XIII, XIV e XV tra i quali è notevole uno Sposalizio di S. Caterina d'Alessandria. Sull'Altare maggiore una Pietà quattrocentesca in terracotta policromata, opera di figuli abruzzesi. Il Battistero, a pianta esagonale, risalirebbe, secondo alcuni, all'età paleocristiana e secondo altri all'età preromanica, ma potrebbe anche essere stato costruito al principio del secolo XV, stando ad una iscrizione interna dipinta, assai malconcia e perciò di dubbia interpretazione. Internamente è tutto istoriato di affreschi dei secoli XV e XVI tra i quali spiccano una patetica Pietà, un jeratico S. Giovanni Battista, le Storie di questo Santo, il Giudizio Universale, la Fuga in Egitto e la Strage degli Innocenti; Santi e Sante (1464), tutte opere, ad eccezione della prima eseguita da un Maestro più valente, e del secondo, d'un artista paesano tardogotico ritardatario, orientate verso la pittura umbra e marchigiana del principio del Quattrocento. Appartengono invece a Bartolomeo Torresani (secolo XVI) altri due malconci affreschi rappresentanti la Salita al Calvario e la Crocifissione. Nell'abitato è degna di nota la settecentesca Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, sulla cui facciata è adattato un portale romanico proveniente da S. Maria «extra moenia». Nella Sacrestia si trova una bellissima Croce processionale di argento dorato, lavorata a sbalzo da un raffinato, valentissimo orafo abruzzese assai vicino a Nicola da Guardiagrele. Dopo Antrodoco, la Via Salaria continua a risalire la valle del Velino, che si fa sempre più angusta, serrata e dominata dai rocciosi incombenti contrafforti orientali del Terminillo e dalle estreme propaggini della catena di monti che separano la Sabina dalla contrada Aquilana, oltrepassa la selvaggia stretta di Sigillo e giunge a Posta (Km. 14), paese che ha preso il posto dell'antico Castello di Machilone. Nella Casa Comunale si conservava la Croce processionale lignea sagomata, oggi al Museo Civico di Rieti, miniata da un eccellente pittore umbro del secolo XIV che rivela influssi riminesi e venezia. A Posta si staccano dalla Via Salaria due strade. Quella a destra conduce a Borbona (Km. 4,4), paese composto da vari gruppi di case; vantava nella Chiesa parrocchiale, una stupenda Croce processionale di argento dorato, lavorata a sbalzo e adorna di squisiti smalti policromi da un orafo abruzzese del tardo Trecento. Quella a sinistra porta invece a Leonessa (Km. 18), uno dei maggiori centri dell'alta Sabina, adagiato sotto i boscosi contrafforti settentrionali del Terminillo, ai margini di una vasta conca pianeggiante che si stende a circa mille metri di altitudine.
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