http://www.provinciarieti.it
   
 
Numeri utili Versione italiana English version

Home page 

Cenni storici 
Enti 
Comuni 
Ricettività 
Turismo 
Ricerca 
Contatti 
Informazioni 
Ringraziamenti 
MeteoLazio 

Site News 
Succede a rieti 
Posso aiutarti? 

Sito aggiornato al
04/09/2004


page top

  Turismo |  Itinerari |  Provincia |  Primo :

Leonessa

/foto/leonessa_panorama.jpg [710x498: 125 Kbyte]

Si può raggiungere anche da Rieti (km. 37,9).

L'origine di Leonessa (chiamata dapprima Gonessa o La Gonessa) deve mettersi in relazione al fenomeno del «sinecismo» in forza del quale un nuovo abitato fortificato nasceva dall'emigrazione parziale degli abitanti dei piccoli castelli e dei villaggi sparsi in una determinata contrada.

Nei confronti di Leonessa la formazione del nuovo abitato avvenne nelle vicinanze del castello di Ripa di Corno il 16 luglio 1278 e si protrasse, alquanto lentamente, fino al principio del Trecento.

Comunque, nel 1287 l'«universitas de Gonessa» era già tanto forte da tentare di misurarsi, anche se con esito negativo contro Rieti, di cui dovette accettare il protettorato.

Fedele più tardi agli Angiomi e agli Aragonesi, non poté esimersi dal concorrere alle ostilità che ai danni di Rieti condussero tenacemente le popolazioni dei castelli e delle città che si trovavano sui confini del Reame di Napoli, ma lo fece senza troppo impegno e preferì, quando le fu possibile, assumere compiti pacificatori.

Fu brevemente annessa allo Stato della Chiesa nel Quattrocento e lottò spesso contro Spoleto.

Nel secolo XVI venne concessa dall'imperatore Carlo V in feudo alla figlia Margherita d'Asburgo, sposa, in seconde nozze, del Duca Ottavio Farnese al figlio del quale, Alessandro, passò alla morte dell'Arciduchessa.

Nel 1731 tornò definitivamente, come «terra allodiale", alla Corona di Napoli fino al 1860.

Dette i natali a Gentile, prode condottiero che militò per la Repubblica di Venezia e al grande Santo cappuccino Giuseppe.

L'aspetto edilizio di Leonessa è caratterizzato dalle case medioevali con portici bassi e massicci sorte tutt'intorno alla piazza principale, che ha, al centro, la cinquecentesca Fontana Farnesiana, e dai nobili palazzi e palazzetti dei secoli XVI e XVII allineati lungo le varie vie dritte e parallele che attraversano il nucleo maggiore dell'abitato.

Tuttavia la più singolare attrazione monumentale del paese è costituita dalle Chiese di S. Pietro, di S. Maria e di S. Francesco.

/foto/leonessa_chiesa_s_pietro.jpg [639x609: 76 Kbyte]

La CHIESA Dl S. PIETRO, fiancheggiata dall'alta Torre campanaria gotica a cuspide, si adorna, sulla facciata, di un ricco portale datato 1467, sormontato da un elegante timpano a chiglia di nave e adorno di sculture.

L'interno è stato rifatto nel secolo XVIII, ma recenti restauri hanno riportato alla luce interessanti avanzi della struttura originale dell'abside e di affreschi votivi quattrocenteschi.

Degni di particolare menzione tre dipinti: una grande tavola cinquecentesca attribuita a Giacomo Santoro da Giuliana o Giacomo Siciliano, rappresentante la Vergine Assunta che consegna la Cintola a S. Tommaso, gli Apostoli, i SS. Agostino, Paolo, Nicola da Tolentino, Monica e Caterina d'Alessandria e, nella predella, la Deposizione e Storie dei Santi suddetti.

/foto/leonessa_tela_g_lanfranco.jpg [554x800: 83 Kbyte]

Troviamo altresì una tela giovanile firmata da Giovanni Lanfranco, rappresentante la Vergine col Bambino in gloria tra i S.S. Agostino, Carlo Borromeo e Caterina d'Alessandria (sec. XVII).

Infine troviamo un'altra tela rappresentante la Vergine incoronata da Dio Padre e da Gesù e i S.S. Giovanni Battista, Francesco e Maria Maddalena, opera di un artista seicentesco di cultura emiliana.

Nella cripta si trovano: una copia lignea e dipinta della Pietà michelangiolesca in S. Pietro, un S. Rocco del primo Cinquecento e una Deposizione della metà del secolo XVI, opere modellate, rispettivamente, in legno dipinto e in terracotta policroma da scultori abruzzesi.

Nel Museo è esposta una statua lignea policromata di S. Sebastiano, d'uno scultore della cerchia di Silvestro Aquilano.

/foto/leonessa_chiesa_s_maria_popolo.jpg [587x800: 99 Kbyte]

La CHIESA Dl S. MARIA DEL POPOLO, cominciata nella seconda metà del secolo XIII e portata innanzi alquanto lentamente, ha una severa facciata a coronamento orizzontale nella quale si apre un bellissimo portale in pietra rossa aquilana di stile tardogotico, con l'architrave adorno di un altorilievo di gusto ancora romanico rappresentante la Madonna in trono col Bambino tra due figure che tengono, rispettivamente, un libro e un turibolo. E' assai dubbio che la data 1514 incisavi accanto solo a un monogramma mercantile o notarile si riferisca alla esecuzione del portale; sarebbe più verosimile associarla a qualche restauro.

L'interno senza interesse del sacro edificio è stato rifatto nel secolo XVIII; in Sacrestia si trova una superba Croce processionale del tardo Quattrocento in argento dorato, squisitamente lavorata a sbalzo e a bulino.

Quasi di fronte alla Chiesa di S. Maria si trova la Chiesa di S. Nicola con bel portale quattrocentesco.

La CHIESA Dl S. FRANCESCO infine, è coeva di S. Maria, ma fu finita nel Quattrocento (la sua consacrazione è del 1446). Ha una facciata a coronamento orizzontale con bel portale tardogotico di pietra rossa aquilana.

L'interno, solenne ed austero, recentemente restaurato, è diviso in tre navate da due filari di pilastri ottagonali istoriati di affreschi votivi paesani quattrocenteschi; altri affreschi dello stesso tempo decorano le pareti.

/foto/leonessa_presepe_policromo.jpg [800x591: 132 Kbyte]

Nella navata destra si apre la Cappella del Presepio nella quale, entro una grande edicola arcuata, si ammira un Presepio composto di figure modellate in terracotta policromata da figuli abruzzesi del principio del Cinquecento, forse da Paolo Aquilano; ai lati dell'edicola sono collocate una stilizzata statua di legno policromato rappresentante S. Biagio, opera d'uno scultore abruzzese del tardissimo Trecento o del primo Quattrocento, e una statua cinquecentesca di terracotta policromata rappresentante S. Sebastiano, pure di artista abruzzese.

Nella navata sinistra è murato il portale proveniente dalla demolita Chiesa di S. Donato della Torre (1352) e si apre una Cappella decorata di due tele settecentesche di Giuseppe Viscardi (Flagellazione e Salita al Calvario); al suo Altare si trova un bel Crocifisso ligneo, d'un artista umbro del secolo XVI.

Notevole infine, all'Altar maggiore, il monumentale e coreografico Ciborio cinquecentesco di legno intagliato e messo a oro.

Nel Monastero di S. Giovanni, un bel Crocifisso dipinto, di un buon Maestro umbro del '400.

Altra Chiesa notevole è quella barocca dedicata al leonessano S. Giuseppe che custodisce un Reliquiario argenteo seicentesco cesellato.

Nella navata sinistra è murato il portale proveniente dalla demolita Chiesa di S. Donato della Torre (1352) e si apre una Cappella decorata di due tele settecentesche di Giuseppe Viscardi (Flagellazione e Salita al Calvario); al suo Altare si trova un bel Crocifisso ligneo, d'un artista umbro del secolo XVI.

Notevole infine, all'Altar maggiore, il monumentale e coreografico Ciborio cinquecentesco di legno intagliato e messo a oro.

Nel Monastero di S. Giovanni, un bel Crocifisso dipinto, di un buon Maestro umbro del '400.

Altra Chiesa notevole è quella barocca dedicata al leonessano S. Giuseppe che custodisce un Reliquiario argenteo seicentesco cesellato.

/foto/leonessa_piste_sci.jpg [571x862: 95 Kbyte]

A Leonessa, già nota per la villeggiatura estiva, è stata realizzata una serie di impianti di risalita. Essi consentono di praticare ottimamente gli sports invernali.

Oltrepassata Posta, la Via Salaria attraversa la verde pianura di Bacugno e, dopo essersi lasciato a sinistra il bivio per Cittareale (ove è notevole la Rocca di Re Manfredi che si presenta, oggi, come un fortilizio) e Norcia, valica l'Appennino al passo di Torrita (m. 1013), discende verso la valle del Tronto, costeggiando l'ameno lago artificiale di Scandarello e abbracciando il panorama della contrada amatriciana dominata dalla solenne catena dei monti della Laga e dal Pizzo di Sevo, e giunge al bivio per Amatrice.

Precedente Successivo