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  Turismo |  Itinerari |  Provincia |  Quarto :

Monteleone Sabino

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Sorse nell'alto medioevo sui ruderi della città Sabino-romana di Trebula Mutuesca.

Nel secolo XIV fece parte del dominio feudale dei Brancaleoni di Romania e nel secolo XV passò agli Orsini dai quali tornò alla Santa Sede al principio del Seicento.

Il paese presenta aspetto medioevale, con avanzi delle torri e delle mura della cinta castellana.

Sulla piazza principale troneggiano alcuni grandi leoni marmorei accosciati posti, in origine, ai lati di tombe della necropoli trebulana.

La Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Evangelista, ha un portale quattrocentesco e qualche tela seicentesca all'interno.

Sulla facciata d'una casa vicina spicca un portale di pietra del secolo XV appartenente ad un ospizio già dipendente dall’Ospedale romano di S. Spirito.

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Non lungi dal paese (Km. 1,7 c.a), all'estremità d'un prato vegliato da cipressi e circondato di avanzi scultorici romani, sorge la suggestiva, interessante Chiesa romanica dedicata a S. Vittoria, vergine che subì il martirio sotto l'imperatore Decio.

Notizie d'un edificio sacro costruito presso la tomba della Santa rimontano al secolo IX, ma la Chiesa attuale venne terminata intorno alla metà del secolo XII e dedicata dal Vescovo reatino Dodone nel 1171.

Del X sec. è la Torre campanaria in cui sono murati cippi funerarii romani con iscrizioni.

La facciata, con un bel portale sormontato da rosone e fiancheggiato da edicole, è ornata con sculture provenienti da monumenti romani.

L'interno è a tre navate, ma alquanto rimaneggiato in tempi diversi fino al Seicento; vi si trova una cisterna quasi in mezzo alla navata maggiore.

Notevoli alcuni affreschi votivi, tra i quali uno quattrocentesco nella tribuna rappresentante la Santa, il Ciborio e una statua lignea dipinta rappresentante S. Michele Arcangelo, attribuita a scultore tedesco del tardo Quattrocento.

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Per una porticina a destra dell'Altare maggiore, sormontata da una epigrafe del 1156 messa a ricordo della consacrazione di un Altare, si scende in un piccolo ambiente dove trovasi un sarcofago romano (che conteneva, un tempo, i resti mortali di S. Vittoria) e donde partono gli ambulacri di Catacombe paleocristiane oggi ostruite.

Ritornati in Chiesa, è interessante rivolgere l'attenzione all'epigrafe del 1171 che perpetua il ricordo della dedicazione del sacro edificio.

Il territorio di Monteleone Sabino è ricco di considerevoli ruderi di antiche costruzioni e di avanzi scultorici della città di Trebula Mutuesca e presenta perciò un singolare interesse archeologico.

Tornati sulla Via Nazionale Salaria, si giunge al bivio (Km. 3,4) per Poggio Moiano.

La strada Liciniese che conduce a questo grosso abitato circondato di amene colline ulivifere (Km. 4,6) prosegue per Orvinio (Km. 13) attraversando un paese animato da aspri monti selvosi.

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