|
|||||
|
|
Collevecchio Una breve di Papa Innocenzo IV che autorizzava gli abitanti di Colle Muziano a trasferirsi nella salubre località di Colavetus per sfuggire alla malaria avrebbe dato vita, nella seconda metà del Duecento, al Castello di Collevecchio. Esso fu concesso in feudo, successivamente, agli Orsini e agli Anguillara e nel 1549 tornò alla Santa Sede divenendo poi, per qualche tempo, dal 1605, sede del Governatore o Rettore della Sabina. E' patria del poeta ed umanista Blosio Palladio amico dell'Ariosto, che riposa nella Chiesa romana di S. Maria in Aquiro. Sulla facciata della Chiesa parrocchiale di S. Maria dell'Annunciata, sormontata dall'agile campanile, si ammira un bellissimo portale cinquecentesco. Nell'interno, restaurato al principio del secolo XVIII, si conserva un Crocifisso, ligneo policromato del tardo secolo XII (coevo perciò alla Chiesa più antica). In Sacrestia si trova una Deposizione di un Maestro fiammingo del secolo XV che ha copiato un originale, oggi perduto, di Roger Van Der Weyden. Di notevole interesse architettonico sono inoltre il sangallinano Palazzo Piacentini già Ferrari e il vignolesco Palazzo Pistolini già Menichino, entrambi cinquecenteschi. Nei dintorni del paese si può visitare la Chiesa di S. Andrea annessa al Convento dei Cappuccini e notevole per i buoni dipinti tra i quali, un'Adorazione dei Magi attribuita a Scuola Veneta del tardo Cinquecento.
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||