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Torri in Sabina Abitato medioevale ben fortificato, fu uno dei maggiori feudi degli Orsini in Sabina dai quali tornò alla S. Sede. Nella Chiesa parrocchiale, eretta a Collegiata nel 1549 e dedicata a S. Giovanni Battista, si trova un interessantissimo Fonte Battesimale pre-romanico risalente al VII o all'VII secolo, decorato di piatte sculture simboliche. Di grande interesse inoltre due tele: quella del primo Seicento all'Altare maggiore, rappresentante la Vergine col Bambino che appare ai S.S. Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, e l'altra ottocentesca di Vincenzo Camuccini, rappresentante la Madonna del Rifugio. Seicentesche invece sono tre tele di Scuola Umbra, raffiguranti l'Estasi di S. Teresa e i S.S. Liborio ed Anselmo. Altra Chiesa da visitare quella di S. Nicola di Bari, nella quale si può ammirare un affresco del tardo Quattrocento o del primo Cinquecento raffigurante la Madonna che stende le braccia protettrici sui confratelli della Confraternita del Gonfalone. Notevoli erano anche lo stendardo processionale della Confrater-nita, dipinto da Girolamo Troppa nel 1700, e la tavola di Scuola Umbra del tardo Quattrocento con la Vergine, Gesù che inanella S. Caterina di Alessandria e S. Nicola di Bari. Purtroppo sono opere perdute.
Oltrepassato il paese di Torri, la strada prosegue in discesa in una stretta valle fino al bivio (Km. 5 c.) dal quale, piegando a destra, si giunge (Km. 0,5 c.) alla CHIESA Dl S. MARIA IN VESCOVIO che sorge isolata tra pini e cipressi, in mezzo ad una campagna pianeggiante disseminata di ruderi romani. Essi ci ricordano l'antico Municipium di Forum Novum nel quale, secondo una secolare tradizione, avrebbe vissuto per qualche tempo e predicato S. Pietro. S. Maria in Vescovìo fu la Chiesa Cattedrale della Sabina fino al secolo XV inoltrato, e non fu risparmiata dalla devastazione dei Saraceni.
Si varca la soglia di un portale, sormontato da un protiro rudimentale e fregiato di una iscrizione in maiuscole lapidarie (Ecclesia Cathedralis Sabinorum), e ci si trova in un cortiletto (notare gli avanzi di sculture romane e il bel sarcofago baccellato e istoriato) innanzi alla nuda facciata del sacro edificio fiancheggiata dall'agile e salda Torre campanaria il cui basamento appartiene, probabilmente, al secolo XI, mentre i quattro piani a coppie di monofore e trifore risalgono ad una età subito successiva, all'alba del XII.
L'edificio, a croce latina, monoabsidato e ad unica navata, sembrerebbe risalire, ora, ad un rifacimento del secolo XI, con l'aggiunta di monofore gotiche trilobate trecentesche. Oltre all'abside e al transetto, la parte più antica della Chiesa è la veneranda ed interessantissima CRIPTA a pianta semianulare del secolo IX, nella quale e all'Altar maggiore sotto il presbiterio, sono affreschi coevi (Profeti, Ma-donna col Bambino tra Angeli e Santi). Le pareti della navata e quelle interne della facciata sono poi tutte affrescate con fatti del Vecchio Testamento a destra (Genesi, Abramo in procinto di sacrificare Isacco, Storie di Isacco, di Giacobbe e di Esaù), del Nuovo Testamento a sinistra e col Giudizio Universale. Questo importante ciclo di pitture murali venne eseguito, al principio del Trecento, da Maestri romani della cerchia cavalliniana che attingono a fonti iconografiche bizantine e rivelano timidi orientamenti gotici e legami con la pittura toscana contemporanea. Degni di nota anche il pergamo, ricostruito con avanzi di balaustre marmoree scolpite del secolo VII-IX e un dipinto quattrocentesco raffigurante una venerabile immagine della Vergine col bambino. Agli Altari del transetto: avanzi di plutei sempre dei secoli VIII-IX. Dopo il bivio per S. Maria in Vescovio, la strada per-corre la valle del torrente Aia, attraversando un paese di basse colline in parte coltivate in parte boscose, fino al bivio, a destra, (Km. 6,5 c.) per il paese di Collevecchio (Km. 3) e prosegue per ricongiungersi (Km. 8,2) alla Via Nazionale Flaminia, in prossimità del Ponte sul Tevere e della Stazione delle F.S. di Civita Castellana-Magliano Sabino.
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