|
|||||
|
|
Fiamignano e Borgorose
Dopo Borgo S. Pietro, la strada sale costantemente attraversando una contrada montuosa non priva di suggestione per la sua silvestre bellezza e raggiunge (Km. 17,4) S. Lucia di Fiamignano da dove si stacca il bivio per Fiamignano (m. 980). Il paese, a quasi mille metri di altitudine, è un buon centro di riposante villeggiatura estiva. Nella Chiesa parrocchiale si trovano un bel Ciborio di legno intagliato, cinquecentesco, e una tela seicentesca di Scuola Romana rappresentante I 'Immacolata Concezione. Nella Chiesa parrocchiale della vicina frazione di S. Lucia di Fiamignano si custodiva una Croce processionale dugentesca di ottone dorato lavorato a sbalzo da un orafo di Scuola Teramana, oggi conservata presso il Museo Diocesano reatino. Dopo il bivio per Fiamignano. la strada prosegue per Borgorose (Km. 14,4).
L'abitato non presenta caratteri e edifici interessanti, eccezion fatta per la Chiesa parrocchiale di S. Anastasia del secolo XVIII, ma costruita su avanzi di antiche mura a grossi conci parallelepipedi. Sulla facciata spiccano un rude, singolare rosone e un portale composto di eterogenei elementi romanici e classici. Nell'interno notevoli alcune tele votive del '500 e del '600. In Sacrestia si custodiva una preziosa e bella Croce processionale trecentesca in argento dorato, lavorata a sbalzo da un valente orafo Sulmonese oggi conservata presso il Museo Diocesano reatino. Nei dintorni immediati di Borgorose meritano di essere visitati gli avanzi dell'Abbazia Benedettina di S. Leopardo (Poi di S. Giovanni in S. Leopardo) già ricordata nel 1153. Della Chiesa rimangono i ruderi delle mura perimetrali e dell'abside e la Cripta, assai malconcia, coperta da volticelle a crocera rafforzate da sottarchi e divisa in navatelle da colonne ornate di interessanti capitelli istoriati con motivi a fioroni, a fogliami ed antropozoomorfi (1150-1180 circa).
Dal predetto capoluogo inoltre merita di essere raggiunto il villaggio di Torano (bivio a Km. 8 sulla strada provinciale Cicolana che prosegue per Avezzano). Nella sua Chiesa parrocchiale si trovavano due interessanti statue rappresentanti la Madonna col Bambino. Una trecentesca, intagliata in legno e dipinta, l'altra in terracotta policromata, nobile opera di un valente scultore abruzzese del tardo Quattrocento che rivela influssi di Silvestro Aquilano e ricordi di Francesco Laurana.
Bello il portale di Tommaso da Biasca del 1462. Numerosi infine sono gli avanzi archeologici tra questi ricordiamo "Il Tumulo di Corvaro" .
Il monumentale tumulo, denominato Montariofo, non trova fino ad oggi confronti in ambito peninsulare. Il suo scavo, intrapreso dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio nel 1984 e ancora non portato a termine, ha restituito fino ad oggi 174 tombe. Queste, appartenenti ad epoche cronologiche differenti, sono disposte al suo interno a quote diverse e con orientamento dissimile. A centro del monumento, che presenta un diametro di circa 50 metri ed un'altezza di circa 3,70 metri, è stato individuato un tumulo di dimensioni più ridotte, circa 11 metri di diametro, inquadrabile nella prima età del Ferro e databile tra fa fine del IX e l'VIII sec. a.C., con ogni probabilità attribuibile ad un personaggio socialmente rilevante questa fase è rappresentata dalla tomba 8, che ha restituito un vaso di impasto ed una fibula (spilla) ad arco serpeggiante, da due vasi di impasto rinvenuti in prossimità del tumulo minore. Il grande tumulo inglobò poi il più piccolo mediante l'opera di monumentalizzazione avvenuta entro la prima metà del VI sec. a.C. Questa fase (VI-V sec. A. C.) è rappresentata da tombe, fosse terragne delimitate da grosse pietre di calcare e disposte in senso rotatorio rispetto al centro del tumulo, attribuibili per lo più ad individui di sesso maschile armati.
Infine, tra la media e la tarda età repubblicana, lungo il perimetro del tumulo furono realizzate tombe scavate nel banco di ghiaia. In queste gli individui femminili sono numericamente superiori e sono presenti anche gli infanti i corredi, costituiti da strigili (strumenti per detergere il corpo), specchi ed ornamenti personali, testimoniano un cambiamento nella sfera funeraria della comunità, con l'introduzione di un'ideologia atletica ed una cura per il corpo assenti nelle tombe più antiche. Lo studio effettuato sui resti ossei ha permesso di determinare, oltre il sesso e l'età di morte, gli indicatori relativi all'alimentazione, permettendo di constatare un netto peggioramento delle condizioni di vita in età repubblicana. Infatti per l'età più antica si è individuata un'alimentazione a carattere misto (carne, formaggio, ecc.), mentre per l'età repubblicana si è riscontrata un'evidente diminuzione nel consumo di carne a fronte di un aumento quotidiano di zucchero, come dimostrato dalla presenza di carie dentarie.
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||