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  Turismo |  Itinerari |  Provincia |  Sesto :

Magliano Sabino

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Il nome di Magliano deriva certamente da un «praedium Manlianum» o da un «fundus Manlianus» dell'età romana appartenente alla «gens Manlia». Il casale omonimo citato da una carta farfense dell'VIII secolo potrebbe identificarsi appunto col nucleo rurale ingranditosi, più tardi, nell'attuale paese. Questo poi già nel secolo XI era un “castellum”, cioè un abitato cinto di mura dove sostarono, nel 1155, l'Imperatore Federico Barbarossa e il Pontefice Adriano IV.

Nel tardo medioevo Magliano ebbe il dominio degli Orsini e venne perciò assalito nel 1311 da Ludovico di Savoia, Senatore di Roma e fiduciario, in Italia, dell'imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

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Dopo un breve assedio, i notabili maglianesi fecero atto di sottomissione giurando fedeltà al Comune di Roma e si impegnarono ad inviare annualmente un palio da dieci fiorini, quattro giostratori e due monili d'argento dorato ai giochi romani di Agone e di Testaccio.

Nel secolo XV, il paese venne espugnato da Muzio Attendolo Sforza a cui lo ritolse poco dopo Braccio da Montone che lo restituì, nel 1430, alla Santa Sede.

Ospitò nel 1464 Papa Pio II Piccolomini, che già ne aveva elevata la Chiesa principale a Collegiata, e Papa Alessandro VI Borgia gli riconobbe il titolo di Città e vi trasferì da Vescovio la sede della Cattedrale e della Diocesi Suburbicaria di Sabina.

Al principio del secolo XIX venne innalzato a sede di Governo distrettuale e nell'autunno del 1870 accolse il Quartier Generale del Corpo di Spedizione Italiano diretto alla conquista di Roma.

L'abitato, raccolto sulla cima e sul declivio di un colle in vista della valle del Tevere, conserva, in parte, aspetto medioevale e una decorosa fisionomia edilizia caratterizzata da nobili e severi Palazzi cinquecenteschi.

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La Chiesa Cattedrale, dedicata a S. Liberatore, venne consacrata nel 1498 e restaurata radicalmente nel secolo XVIII.

All'interno è divisa in tre navate e ha l'abside decorata con dipinti murali settecenteschi. Notevoli in essa: una tempera su tavola di un pittore viterbese quattrocentesco della cerchia di Antonio da Viterbo, rappresentante il Salvatore benedicente, l'altra tavola dipinta nel 1521 da Rinaldo Iacobetti da Calvi, seguace di Giovanni Spagna, rappresentante l’Incoronazione della Vergine e nella predella l'Annunciazione, e la nascita e la morte del figlio del gentiluomo maglianese Uliano, e una statua cinquecentesca della Vergine col Putto.

In Sacrestia, una Croce processionale quattrocentesca cesellata, di Scuola Abruzzese.

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Altra Chiesa di grande interesse monumentale quella del secolo XII dedicata a S. Pietro, con semplice ed elegante facciata adorna di un partito architettonico ad arcatelle cieche su colonnine e severo, armonioso interno a tre navate.

Tra gli edifici civili monumentali meritano di essere visitati il Palazzo Vescovile ed il Palazzo Civico, nel quale si conservano cimeli romani e una statua in terracotta della Vergine col Bambino.

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Altre Chiese degne di segnalazione sono: la ottocentesca Chiesa del Santuario di S. Maria delle Grazie (con l'immagine quattrocentesca della Madonna della Misericordia, coperta d'una sontuosa veste seicentesca di argento cesellato), una Cripta romanica, ricca di affreschi votivi quattrocenteschi, (attribuiti, in parte, a Giovanni di Giovannello da Narni) e i venerati Santuari di S. Maria del Giglio e di S. Maria di Uliano che però non presentano interesse artistico.

Nei dintorni di Magliano, meritano di essere visitati la zona archeologica e la necropoli di Foglia, nonché l'omonimo abitato (Chiesa dell'Assunta con affreschi del 1605).

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