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Tarano Sabino Qualche scrittore fa derivare il nome di questo paese da «Taramne», corruzione di «Inter amnes», per il fatto che l'abitato è lambito da due fiumicelli. Comunque esso è ricordato in carte farfensi del secolo XI ed appartenne alla potente Abbazia dalla quale passò ai Savelli che lo tennero, a loro volta, in feudo fino a quando, nel secolo XVII, non tornò alla Santa Sede. Alla fine del Trecento ospitò Papa Bonifacio IX Tomacelli, che elargì privilegi in favore degli abitanti del Castello. Un interessante monumento è la Chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria Assunta, che ha una facciata di semplici forme tardoromaniche con bel portale e rosoncino (notare il frammento scultorico romano sotto la cuspide, con un Satiro e una Ninfa.
Accanto le sorge l'elegante Torre campanaria, compiuta nel 1114, a cinque piani con coppie di monofore e bifore. L'interno severo, a tre navi, su pilastri e colonne con capitelli istoriati: presenta caratteri romanici e gotici e conserva tracce della decorazione pittorica di affreschi votivi dei secoli XIV e XV, una Pietà quattrocentesca in terracotta policromata modellata da figuli abruzzesi ispirati da scultori tardogotici tedeschi, e, nella nave sinistra, una tavola a tempera datata 1562, rappresentante il Crocifisso tra la Vergine, S. Giovanni Evangelista e i S.S. Maria Maddalena, Francesco e Antonio di Padova. Questo dipinto proviene dalla diroccata Chiesa di S. Francesco posta subito fuori dell'abitato.
Notevoli infine l'urnetta cineraria romana adorna di festoncini e di teste di capri usata come acquasantiera e l'altra finissima urna, ornata di festoni e di teste di Sileni, trasformata in Fonte Battesimale. Notevoli anche le tele di Girolamo Troppa. Chi ha tempo per visitare Tarano Sabino, può anche proseguire tino al vicino villaggio di S. Polo che ha due Chiese interessanti; quella di S. Pietro e S. Paolo, nella quale si trovano tre tempere quattrocentesche raffiguranti Maria incoronata e i detti Santi, e l'altra, suburbana, di S. Maria della Noce con due Cappelle decorate di affreschi votivi belli, cinquecenteschi, («Noli me tangere» etc.), i S.S. Caterina e Nicola di Bari, Annunciazione, la Vergine, i S.S. Giovanni Battista e Biagio e infine la Crocifissione. La tavola a tempera rappresentante la Madonna della Noce, opera d'un rustico pittore locale cinquecentesco di modi umbro-antonazzeschi, è oggi al Museo Civico di Rieti.
Da Tarano si retrocede fino a Montebuono e si riprende la strada proveniente da Rocchette. Si incontra, a sinistra, (Km. 4,4) il bivio per Fianello, (Km. 3 c.a.) paese d'aspetto medioevale, difeso da una Rocca o Cassero a forma di sperone. Presso il Cimitero: la romantica Chiesa diruta di S. Maria Assunta, con l'abside adorna di affreschi tardogotici della metà del Quattrocento (Assunzione), la cattedra vescovile marmorea, gli avanzi della Cripta e un Inferno, ormai quasi illeggibile, affrescato da Giacomo da Santo Polo nel 1450.
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