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  Turismo |  Itinerari |  Provincia |  Terzo :

S.Salvatore e Longone

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Fondata nel secolo VIII sul monte Letenano (m. 900 c.) dall'Abbazia di S. Maria di Farfa, prosperò ben presto ed acquistò grande fama per l'austerità della vita religiosa e la dottrina della comunità monastica che l'abitava ottenendo protezione e favori dagli Imperatori Carolingi.

La tradizione raccolta dai documenti Farfensi la dice assalita e distrutta dai Saraceni alla fine del secolo IX e ricostruita dopo quasi cento anni.

Ebbe giurisdizione feudale su un vasto territorio che le era però insidiato dal Comune di Rieti al quale gli abitanti dei Castelli da essa dipendenti fecero atto di accomandigia e giurarono fedeltà nel 1282.

Il periodo che seguì fu assai spesso turbato da guerre e da rappresaglie reciproche che determinarono la decadenza dell'Abbazia la quale perciò venne dalla Santa Sede ridotta a Commenda e nel secolo XVII soppressa.

L'edificio abbaziale, lasciato in abbandono e devastato dai terremoti, non presenta oggi alcun interesse architettonico

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La Chiesa, radicalmente trasformata soprattutto nel secolo XVII, conserva qualche avanzo di pavimento cosmatesco e di pitture danneggiate risalenti all'alto medioevo.

Nella conca absidale spiccava un affresco del secolo XIII, assai ridipinto e malconcio, rappresentante il Salvatore in gloria tra schiere di Angeli.

Oggi è illeggibile.

Nonostante lo scarso interesse artistico della Chiesa e degli edifici dell'Abbazia, la visita è ugualmente consigliabile per l'attraente suggestione della selvaggia contrada montuosa che fa corona al plurisecolare monumento.

Oltre il bivio per Rocca Sinibalda, la via provinciale Turanense si appoggia a una dorsale di colli e di monti fino al paesino di Posticciola presso il quale si innalza la diga eretta nel 1939 a sbarramento della valle del Turano.

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