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Colle e Castel di Tora
Oltre il bivio per Rocca Sinibalda, la via provinciale Turanense si appoggia a una dorsale di colli e di monti fino al paesino di Posticciola presso il quale si innalza la diga eretta nel 1939 a sbarramento della valle del Turano. Le sue acque han creato perciò il bacino d'un lungo lago artificiale da cui emerge, come un'isola, la sommità d'un colle coronato dai romantici ruderi del paese di Antuni. Il lago forma numerose insenature in cui si riflettono le ripe boscose dei monti e termina, oltre Paganico Sabino, in una lunga e sottile lingua d'acqua stretta tra alte fiancate montuose. Sulle due rive, in corrispondenza della massima ampiezza del bacino, si fronteggiano Colle di Tora e Castel di Tora, congiunti da un ponte (Km. 13). Colle di Tora, già Collepiccolo, adagia le sue case bianche presso le sponde del lago.
Già Castelvecchio, incorona la cima di un colle e presenta un aspetto ancora medioevale con le sue case grigie e la marziale torre dell'antico Castello. Nella Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Evangelista, si trovano una bella tela cinquecentesca rappresentante la Madonna col Bambino e un affresco seicentesco nell'abside rappresentante S. Anatolia e il Santo titolare. Entrambi i paesi ricordano, coi loro nomi odierni, l'antica città sabino-romana di Thiora a cui si ricollegano alcuni avanzi archeologici della contrada. Entrambi offrono riposanti soggiorni per villeggiature estive rese attraenti dalla possibilità di prendere bagni nel lago e di praticarvi il canottaggio e gli sports velici. Oltrepassato il bivio per Castel di Tora, la strada si lascia, a sinistra i bivii per Ascrea e per Paganico Sabino, grossi paesi aggrappati alle pendici della catena dei monti culminanti nel Navegna e nel Cervia, e prosegue costeggiando il Turano e addentrandosi nel cuore della contrada più aspra della Sabina ove la solenne e severa bellezza di un paesaggio in cui dominano boschi foltissimi e verdi pascoli evoca la vita patriarcale delle genti primigenie che l'abitarono. Giunge finalmente (Km. 17,5 c.a.) al bivio per Collalto Sabino che si raggiunge percorrendo una strada in forte pendenza (Km. 12 c.) dopo aver incontrato e sorpassato il grosso paese di Poggio Cinolfo.
Paese fortificato di antichissima origine appartenne alla giurisdizione feudale dei Conti dei Marsi. Nel secolo XIII venne ceduto, col territorio circostante, alla Santa Sede da Re Carlo Il di Angiò. Nel secolo XVI fu concesso in feudo ai Savelli e poi ai Soderini e ai Barberini. Nel 1861 venne assalito e saccheggiato da bande di reazionari borbonici. La principale attrattiva del paese è rappresentata dal Castello rimasto quasi intatto nella sua struttura risalente al secolo XV. Il paese, situato in posizione elevata e dominante a quasi mille metri d'altitudine (m. 995), è un rinomato centro di villeggiatura estiva.
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