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  Turismo |  Itinerari |  Rieti :

Cenni Storici

Le tracce della fondazione di Rieti si perdono all'inizio dell'età del ferro. Infatti nel quarto anno dalla fondazione dell'Urbe, Romolo, nel tentativo di trovare mogli ai suoi uomini, organizzò il famoso ratto delle Sabine.

Il console Manio Curio Dentato, artefice della vittoria romana operò la prima importante bonifica della pianura reatina, occupata in gran parte dalle acque del Lacus Velinus, scavando un emissario nella montagna delle Marmore, in territorio umbro.

Con l'estensione del suffragio ai sabini e ai reatini nel 268 a.C., la città partecipa alle vicende del popolo romano.

Rieti dette i natali ad uomini illustri della repubblica, come Marco Terenzio Varrone, "padre della romana erudizione".

Nel 584 Rieti fu occupata dai Longobardi diventando un importante gastaldato, facente parte del ducato di Spoleto.

Nel 773 l'imperatore Franco, accorso in aiuto di Adriano I per contrastare Desiderio re dei longobardi, concesse al pontefice il dominio di Rieti e della Sabina.

Le violente incursioni saracene, che alla fine del IX secolo investirono Rieti e l'intera Sabina, furono definitivamente debellate dai reatini capeggiati da Archiprando, nel 916.

Con lo sviluppo della potenza normanna nell'Italia meridionale, i reatini subirono l'assedio delle truppe di Ruggero Il di Sicilia, che tra il 1149 e il 1151 distrussero la città costringendola alla resa.

Si intraprese allora un'intensa opera di ricostruzione, che culminò con la consacrazione nel 1157 della cripta della cattedrale ad opera del vescovo Dodone.

Nel 1321 podestà e capitano di Rieti sarà lacopo Sciarra Colonna del partito imperiale.

Nel breve periodo della repubblica romana del 1798, Rieti fu Cantone Urbano compreso nel Dipartimento del Clitunno con capoluogo Spoleto.

La seconda invasione francese e la proclamazione dell'impero videro Rieti far parte del Dipartimento del Tevere, con capoluogo Roma e sede di Sottoprefettura.

Nel 1824 Leone XII riunì Rieti alla Delegazione di Spoleto, ma nel 1831 la città tornerà di nuovo ad essere provincia a sé stante.

I moti risorgimentali dell'epoca, ebbero come teatro di battaglia il Colle di Lesta, nelle vicinanze del centro urbano, con la contrapposizione delle truppe del generale Guglielmo Pepe a quelle austriache del generale Frimont, che volevano ripristinare l'assolutismo di Ferdinando I.

Allo scoppio dei moti romagnoli del 1831, Rieti ribadì la sua fedeltà al papa, opponendosi all'assedio delle truppe rivoluzionarie guidate dal generale Sercognani.

La prima guerra di indipendenza del 1848, ebbe a Rieti numerosi seguaci.

Giuseppe Garibaldi fu ospite della città proprio nell'anno della proclamazione della Repubblica romana.

Nel 1861 le delegazioni di Perugia, Orvieto, Spoleto e Rieti furono riunite in provincia umbra, con capoluogo Perugia e Rieti divenne capoluogo di Circondano.

Nel 1923, Rieti fu aggregata alla provincia di Roma e finalmente, con decreto del 2 gennaio 1927, venne dichiarata capoluogo di provincia con l'annessione del Circondano di Cittaducale.