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Rieti cittą La CittàCittà (26.775 abitanti, detti Rietini, letter. Reatini; comune di 208,1 km2 con 39.179 ab.) della Sabina, capoluogo di provincia, situata a 402 m. a. m. nell'angolo Sud Est di una vasta e fertile conca, sulle due rive del fiume Velino, ai piedi di ridenti alture (San Mauro o Colle dei Cappuccini, Sant'Antonio del Monte, Belvedere). La conca, a clima piuttosto continentale e umido, è dominata a Nord Est dal gruppo del Terminillo. Il nucleo primitivo della città è su una altura di travertino alla destra del Velino; cinto di mura, esso ha forma triangolare. La prima espansione dell'insediamento al di fuori della cerchia murata romana risale a epoca medievale, e si è verificata verso Sud, lungo la direttrice della Via Salaria; qui, sulla riva sinistra del Velino, si è in seguito costituito e ampliato il Borgo Sant'Antonio. Contenuto fino al nostro secolo entro i limiti, sia pure più ampi, di una successiva corona di mura tardo - medievali, lo sviluppo dell'agglomerato urbano ha assunto, poi, le direzioni Nord e Nord Ovest, seguendo la strada statale per Terni e superando la linea ferroviaria Terni - Sulmona, sulla quale R. è scalo di un certo rilievo. Ad Est, infine, ai margini della Salaria, si è sviluppato il quartiere operaio di Villa Reatina. L'economia della città rimane fortemente legata al settore primario, che del resto fornisce materia prima ad alcune delle principali industrie (zuccherificio, molitura dei cereali, pastificio). Il settore secondario, per altro, denota un certo sviluppo, soprattutto per l'insediamento di un nucleo di industrializzazione con aziende operanti nei rami delle industrie elettronica, tessile (fibre artificiali), della carta, chimico, del legno e dei materiali da costruzione. Le attività terziarie si fondano su un movimento commerciale abbastanza intenso, e sulle risorse del turismo religioso, dovuto alla presenza di santuari francescani e soprattutto, montano, con la ben attrezzata stazione di sport invernali del Terminillo, collegata da una comoda strada. La StoriaTra le più importanti città dei Sabini, l'antica Reate fu incorporata, col resto del territorio dei Sabini, all'Agro romano da Manio Curio Dentato (290 a. C.). Città prospera dopo il prosciugamento delle acque stagnanti del Velino (271 a. C.), fu mantenuta a grado di prefettura fino al tempo di Augusto; in tempi imperiali fu elevata a municipio. Accolse molti veterani sotto l'imperatore Vespasiano, nativo di Rieti come M. Terenzio Varrone. Sicuramente diocesi dalla fine del sec. 5°. Compresa poi nel ducato di Spoleto, fu sede di un importante castaldato. Dal sec. 90 e fino alla prima metà del sec. 12°, Rieti fu retta da un conte. Già devastata dai Saraceni nel sec. 90, subì nuovamente gravi danni nel 1149 da parte dei soldati di Ruggiero II di Sicilia (fu poi distrutta una terza volta nel 1239 da Federico II). Nel 1198 Rieti fece atto di omaggio a Innocenzo III e da allora restò quasi sempre fedele ai papi, che più volte la scelsero come sede o rifugio. Travagliata dalle lotte di parte e costretta a subire le ingerenze dei sovrani angioini durante il periodo avignonese, nel 1354 rinnovava l'atto di omaggio alla Chiesa nella persona del cardinale Albornoz. Al tempo della guerra degli Otto Santi (1378), pur mantenendosi dalla parte del papa, Rieti si diede in signoria temporanea a Cecco Alfani, la cui famiglia predominò poi nella città fino al 1425, quando ne fu bandita. Nel 1798-99 Rieti fece parte del dipartimento del Clitunno e, nel 1808-14, di quello del Tronto. L'8 marzo 1831 formazioni di carbonari tentarono senza successo di prendere la città. Le truppe italiane entrarono in Rieti il 23 settembre 1860. I MonumentiLa città antica occupava il centro dell'attuale lungo la via principale (via Cintia - via Garibaldi) con il foro nell'odierna piazza Vittorio Emanuele. Le mura romane erano in opera quadrata di calcare e ne rimangono alcuni tratti e un torrione in via Pescheria. Si conoscono resti di alcuni edifici. Il ponte romano era congiunto alla città da una via che correva su viadotto per attraversare una zona acquitrinosa. Rieti conserva importanti monumenti di età medievale: La cattedrale (iniziata 1109, terminata 1229, ma rifatta all'interno nel 1639 con la cappella di S. Barbara su disegno di G. L. Bernini 1652; notevoli dipinti di autori del 17° sec. tra cui A. Sacchi), la cui torre campanaria è del 1252; l'arco di Bonifacio VIII (1298); il palazzo papale, con portico del 1283, concluso nel 1288, con fianco rimaneggiato nel 1532-35 (all'interno affreschi di V. Manenti); la chiesa di S. Agostino e quella di S. Francesco (sec. 14°). Quasi intatta è la cinta delle mura medievali (13° - 14° sec.). Notevoli inoltre il palazzo della prefettura (già Vicentini, falsamente attribuito al Vignola, in realtà costruito nel 1596 da G. D. Bianchi, con magnifica loggia); il palazzo comunale (facciata del sec. 18°; lato del 13° ma con ampi rifacimenti di G. Bazzani, 1909), nel quale hanno sede (dal 1949) la Biblioteca Comunale Paroniana, formata nel 1862 nell'ex convento di S. Agostino con i fondi dei conventi locali e ricca di numerosi manoscritti e fondi speciali, e il museo civico che conserva frammenti archeologici di Rieti romana e una raccolta di pitture e sculture (dipinti di Liberato da Rieti, 1441, Antoniazzo Romano, Zanino di Pietro); il palazzo Vecchiarelli (C. Maderno. con precoce esempio di "teatro delle acque" nel cortile); Nel territorio di Rieti sorgono quattro santuari che si ricollegano alle origini del francescanesimo: Greccio, Fonte Colombo (chiesetta del 15° sec. con sculture lignee del 17°), Poggio Bustone e la Foresta (chiesetta del 13° sec., ampliata nel 17°, con chiostro rinascimentale). A Lugnano di Vazia, sempre nel territorio comunale, notevole Madonna d'avorio francese del 13° - 14° secolo. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||