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3° Itinerario Questo itinerario conduce fuori dal centro cittadino, in luoghi di grande interesse sia dal punto di vista paesaggistico che storico - artistico. Dai punti più elevati si ammira uno dei più suggestivi panorami della città. Il percorso ha inizio a Porta d'Arci, contornata dalla cinta muraria medievale. Di fronte al complesso medievale delle mura, salendo una strada giunge a Colle San Mauro dove, secondo la tradizione, fu martirizzato Marone. A lui fu dedicata una chiesa risalente al IX sec. e nelle cui adiacenze i frati Cappuccini nel 1578, fondarono un convento. Alla chiesa di San Mauro fu mantenuto il titolo di San Marone e vi fu aggiunto quello di San Bonaventura, come risulta da un'iscrizione nell'architrave della porta esterna. Dal colle, dove si raggiungono i 503 metri di altezza, si abbraccia tutta la città con un panorama di rara bellezza. La vegetazione che ricopre il colle è motivo di interesse ambientale: lecci secolari, abeti monumentali, il raro pino d'aleppo ed infine un tasso di dimensioni inusuali sono solo alcune delle peculiarità del bosco. In cima al colle, oltre al già citato convento dei frati Cappuccini è collocata la villa che fu del Principe Potenziani. Tornando a Porta d'Arci, si percorre la via Salaria in direzione di Roma. Lungo questo tratto di strada si distende l'immagine "monumentale" di Rieti, il cui particolare fascino è arricchito dalla distesa dei campi sottostanti. Prima di giungere al quartiere Borgo sulla sinistra è ben visibile il Convento di Sant'Antonio al Monte, tra maestosi cipressi e con le edicole del XVIII sec. che scandiscono la via Crucis. Per raggiungerlo si percorre una strada in salita che si snoda lungo il colle. Il convento fu fondato nel 1474 con l'approvazione di Sisto IV. La presenza di ampie sale numerose stanze e moderni servizi, fa sì che il complesso monastico possa ospitare gruppi di studio e convegni. A fianco del convento troviamo la chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova, fondata nel 1479 e rimodernata nel '600. Su ogni lato presenta tre cappelle: la terza a sinistra accoglie una nicchia con un affresco di Vincenzo Manenti, che raffigura la Vergine, la Maddalena e San Giovanni, oltre un Crocifisso ligneo tardoquattrocentesco. Sulla via Salaria per Roma, all'ingresso della città, si erge la Porta Romana. Fu costruita nel 1586 per volere di Sisto V, in occasione dei lavori di sistemazione delle mura difensive nel XVI sec. Sempre sulla Salaria a meno di un chilometro, sulla sinistra, troviamo il parco delle Terme di Fonte Cottorella. Le acque sgorgano dalle pendici del monte Belvedere e furono apprezzate già dall'imperatore Vespasiano. Notizie certe sulla fonte reatina risalgono però al medioevo. Le sue virtù terapeutiche nella cura della gotta, delle calcolosi e di tutte le malattie dell'apparato urinario e digerente, fanno sì che le fonti siano giornalmente meta di centinaia di visitatori. La stagione termale inizia il 10 giugno e termina il 20 dicembre. L'immagine di Rieti è inscindibile dal cordone di mura che si inscrive al suo interno. Visibile per lunghi tratti delle strade cittadine, la cinta difensiva comunica immediatamente la storia della città. Una storia che fino al '600, va di pari passo con la preoccupazione di difendersi dalle incursioni nemiche e con la necessita di uno sviluppo urbano lento ma progressivo. E le mura hanno registrato tutto questo, subendo distruzioni, rifacimenti e adattamenti. Non tutti gli storici sono d'accordo nel far coincidere l'impianto delle mura medievali con quello dell'antica cinta difensiva romana che corrispondeva al perimetro contornante la collina di "Reate" e che racchiudeva un’area pari a 8 ettari. Della cinta medievale sono rimaste interamente conservate la parte settentrionale ed orientale, anche perché la presenza del Velino nella parte meridionale ed occidentale, rendeva quasi inutili imponenti opere difensive. L'inizio dei lavori di costruzione è riferita alla seconda meta del XIII secolo e la loro ultimazione ai primi anni del secolo successivo. Naturalmente numerosi furono gli interventi negli anni seguenti, fino alla perdita del loro valore difensivo nell’800. Le mura con le torri, sia a pianta circolare che rettangolare, sono costruite per la maggior parte con pietre legate con malta. Delle numerose porte che l’attraversavano è possibile a tutt’oggi osservare Porta Romana, Porta d’Arci, Porta Conca e lo spazio occupato da Porta Cintia fino alla fine dell’800. E ancora accessi chiusi, come quello inglobato nel monastero di San Benedetto e la cosiddetta porta murata dove ora sorge la chiesa di San Liberatore. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||