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La 'Via della Spiritualità'
RIETICom’è ben noto s. Francesco fu a lungo presente a Rieti e nella valle Reatina, lasciando una memoria indelebile della spiritualità. La lunga permanenza di S. Francesco in città costituì un importante stimolo perché i minori, poco dopo la sua morte, costruissero una chiesa ed un convento. La scelta cadde su di un'area prossima al Velino, caratterizzata in parte da una urbanizzazione già avvenuta nell'alto medioevo, in parte da aree ancora ruralizzate. La chiesa fu completata prima della metà del secolo XIII e divenne rapidamente un luogo privilegiato a livello sociale e punto di riferimento anche per la vita istituzionale della città. Successivamente nella chiesa di s. Francesco crebbe anche il culto per s. Antonio da Padova, tant'è che oggi la festa del santo e la caratteristica "Processione dei Ceri", che si tiene in giugno, la domenica successiva alla festa canonica, costituisce la celebrazione di maggior importanza da un punto di vista religioso dell'intera provincia di Rieti. Il santuario di GreccioSan Francesco, secondo la leggenda, già nel 1217 aveva iniziato ad abitare sulla cima del monte Lacerone, che sovrasta Greccio, scendendo più volte ad evangelizzare gli abitanti del castello. I rapporti tra il santo e gli abitanti di Greccio si consolidarono talmente che Francesco, cedendo alle pressanti richieste dei grecciani, pose in mano ad un fanciullo un tizzone ardente dicendo che, dove fosse finito il tizzone lanciato dalle mani del fanciullo, lì avrebbe eretto la sua dimora. Il lancio del legno adente superò miracolosamente la vallata raggiungendo la parete rocciosa dalla parte opposta a quasi due chilometri di distanza. La grande fama di Greccio è legata alla prima rappresentazione del presepe, che vi si svolse, secondo la tradizione, nella notte di Natale del 1223. Da allora Greccio rimase intimamente legato alla storia francescana, grazie anche allo svilupparsi, intorno alla santa grotta, del santuario, articolato in varie fasi e fondato intorno alla metà del XIII secolo. Il santuario di Fonte ColomboFonte Colombo è conosciuto come il "Sinai Francescano", in considerazione del fatto che da questo luogo s. Francesco d'Assisi, dopo essersi ritirato in meditazione, dettò la regola definitiva dell'ordine a fra Leone. Il santuario si articola in più parti, dal sacro speco, una fenditura nella roccia dove secondo la tradizione il santo meditò la regola, con la vicina cappella di s. Michele, anch'essa inserita in un incavo della roccia che serviva al santo da giaciglio, alla chiesa dei ss. Francesco e Bernardino, costruita poco prima della metà del XV secolo e consacrata nel 1450, ed alla cappella della Maddalena, alla stessa fonte alla quale si giunge attraverso un suggestivo itinerario che si snoda dal piazzale del santuario. Il santuario di Poggio BustoneIl terzo dei santuari francescani della conca reatina è legato anch'esso intimamente alla figura di s. Francesco. Il santuario è sorto vicino al centro abitato. Il convento fu fondato tra il 1235 ed il 1237 ed è stato in seguito più volte rimaneggiato. Sul monte che sovrasta il convento è situato il romitorio abitato da s. Francesco nel 1208, quando giunse per la prima volta nella valle reatina. Il santuario della ForestaIl santuario della Foresta, caratterizzato da una posizione ambientale di notevole rilevanza, è legato, almeno nei tratti della leggenda della sua fondazione, alla redazione del "Cantico delle Creature". La via FrancigenaNell’itinerario delineato da Mattew Paris nel 1253, un ramo della via Francigena era stato attratto verso Assisi dal pieno affermarsi del culto per s. Francesco. L’itinerario proseguiva poi per Rieti altro luogo privilegiato e per visitare i santuari già ricordati di Greccio, di Fontecolombo e di Poggio Bustone – La Foresta è di origine più recente, prima di dirigersi verso Roma. I pellegrinaggi a s. Michele sul Gargano e a s. Nicola a BariA Rieti confluivano anche altri itinerari di pellegrinaggio che godevano di grande fama a partire dai primi secoli del medioevo, come quelli che conducevano a s. Michele arcangelo sul monte Gargano e a s. Nicola di Bari. Il pellegrinaggio a Rieti per s. BarbaraDalla metà del XIV secolo un notevole impulso ebbe nella stessa Rieti il pellegrinaggio per venerare il corpo di s. Barbara, conservato presso la chiesa cattedrale, dove era stato traslato in XII secolo dall’omonima chiesetta posta nei pressi di Scandriglia. I monasteri francescani femminili del medioevoTra i monasteri femminili di origine francescana fondati nei secoli centrali del medioevo da ricordare in particolar modo è quello di s. Pietro de Molito, detto anche di S. Filippa Mareri a Borgo S. Pietro di Petrella Salto ricostruito sulle sponde del lago artificiale formato dal fiume Salto, le cui acque sullo scorcio del 1940 hanno ricoperto le strutture originarie. Il santuario di s. Filippa MareriQuesto monastero è legato, almeno nelle sue fasi iniziali, alla storia della famiglia baronale dei Mareri, che tra XIII e XV secolo esercitarono una forte egemonia nel Cicolano. Infatti la baronessa Filippa Mareri trasformò l'originario monastero benedettino in monastero femminile francescano nel 1228. Filippa morì in fama di santità nel 1236 ed il suo culto pubblico fu riconosciuto nel 1248 da papa Innocenzo IV, prima santa femminile francescana. Da ricordare anche che il fratello Tommaso fu un importante funzionario imperiale tra il 1237 ed il 1254. Fu infatti rettore di Treviso, podestà di Forlì e di Ravenna, vicario imperiale di Romagna e di Puglia e principale protagonista della fondazione dell'Aquila. La beata Colomba da RietiI percorsi della santità femminile che si innervano lungo il territorio provinciale trovano puntuali riscontri anche con l’Umbria grazie alla figura della beata Colomba da Rieti, che visse per lungo tempo a Perugia, ma anche con significative presenze del suo culto a Rieti, come attesta il ciclo pittorico del chiostro di s. Domenico, costituendo un elemento "forte" per costruire un ulteriore itinerario. I santuari francescani dell’età modernaAi santuari francescani delle origini nel tempo si sono aggiunti altri luoghi nei quali in età moderna ebbero i natali due frati cappuccini, dichiarati santi, e che ancor oggi sono oggetto di particolare devozione, completando il quadro dei luoghi santi francescani nati contemporaneamente o subito dopo il periodo in cui s. Francesco visse. S. Giuseppe da LeonessaIl principale santuario di Leonessa è legato alla figura del frate cappuccino Giuseppe Desideri (1556-1612), santificato nel corso del XVII secolo e dichiarato patrono principale di Leonessa nel 1967. Le spoglie mortali del cappuccino leonessano sono conservate nella chiesa a lui dedicata eretta subito dopo la sua morte, inglobando la casa natale del santo. L'edificio sacro fu ampliato ulteriormente nel Settecento a testimoniare la devozione sempre crescente verso s. Giuseppe, devozione ancor oggi fortemente radicata nella popolazione locale. S. Felice da CantaliceFelice, nato a Cantalice nel 1510/1515 era stato durante l'infanzia un pastorello che aveva condotto le greggi al pascolo, per poi trasformarsi in agricoltore. Non ancora decenne era andato a servizio della famiglia Picchi a Cittaducale, dove maturò la sua ispirazione di divenire frate cappuccino. Entrato in convento a Roma nel 1544 vi esercitò per lungo tempo il suo ministero tanto da riscuotere una grandissima popolarità. Morto nel 1587, papa Sisto V volle che il processo di canonizzazione fosse avviato immediatamente. S. Felice da Cantalice è oggi compatrono della diocesi di Rieti ed il suo santuario meta di pellegrinaggio. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||